February 29, 2008

C’è donna e donna

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 6:17 pm

Donna romena chiede a Basescu la cittadinanza romena per l’italiano padre di sua figlia: “Lo Stato Italiano ci vieta il diritto di esistere”.

Su autorizzazione del dott. Gaetano Giordano (Centro studi separazione e affido minori) riportiamo un suo articolo comparso nel suo sito www.centrostudi-ancoragenitori.it. Lo facciamo per due precisi motivi. La conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, del feroce pregiudizio antipaterno di tanti giudici italiani che non esitano a mettere letteralmente sul lastrico un uomo privandolo completamente, così appare, della sua unica fonte di reddito, e in questo caso pare vogliano penalizzare anche la sua compagna e l’incolpevole bambina. C’è però anche un altro aspetto nella vicenda, legato al primo. Le leggi applicate a senso unico finiscono per incentivare un lato oscuro del femminile. La voglia di vendetta che non conosce ostacoli. Per la quale si usano e si strumentalizzano i figli propri (anzi, considerati come “cosa” propria), per la quale non si esita a far male anche ai figli altrui. La maternità e la femminilità non sono solo quel concentrato di bene e di altruismo di cui si straparla, e il male non è appannaggio dei soli maschi, come le cronache ormai giornaliere dimostrano. Occorre che la comunità ne prenda finalmente e onestamente atto. E che dire poi dell’esempio che noi, paese sviluppato e “progredito” offriamo a chi ci vede (da lontano) come una specie di eldorado che promettte speranze ai popoli meno “fortunati”?
I Maschi Selvatici

In una drammatica lettera, la donna, attualmente priva di occupazione, ha chiesto al presidente romeno Basescu di accelerare la concessione della cittadinanza romena richiesta dal proprio compagno, A.M., romano, di 47 anni, impiegato di una ditta di telecomunicazioni.
La coppia, che ha una figlia di cinque mesi, aveva come unico sostegno finanziario lo stipendio di A.M.: che però riceve da tre mesi una busta paga a zero euro. Tutta la cifra dovutagli viene infatti versata direttamente alla ex moglie su disposizione del Tribunale. (more…)

February 27, 2008

Sulle orme del padre

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 5:55 pm

recensione a cura di Armando Ermini

Antonio Bertinelli
SULLE ORME DEL PADRE
Attraversando il ’68 e gli anni del pensiero egemonico
FeNBi 2008

Antonio Bertinelli è docente di diritto, e da anni impegnato a favore della bigenitorialità. In questo libro ci propone un grande affresco sulla paternità. Dall’immagine del padre nella mitologia a quella dei nostri giorni, ripercorre con linguaggio chiaro e alla portata anche dei non specialisti, le tappe del pensiero teorico/filosofico e delle condizioni concrete in cui si è esercitata la paternità. Tappe che ci hanno condotto all’attuale situazione di degrado e di emarginazione, culturale e pratica, della figura paterna. Con altrettanta chiarezza descrive gli effetti sui giovani, in termini di insicurezza, aggressività, predisposizione a delinquere, dell’assenza o della marginalità del padre. (more…)

February 17, 2008

Aborti, vita, padri. Annunziata dixit

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:59 pm

di Armando Ermini

Lucia AnnunziataLucia Annunziata, scrivendo su La Stampa delle manifestazioni del 14 febbraio in difesa della 194, ha almeno il merito di non fare eccessivo ricorso ai vieti luoghi comuni tardofemministi che hanno infestato le pagine dei giornali e delle trasmissioni radiotelevisive, quelli alla Aspesi, tanto per capirci. Il vero problema dell’Italia di oggi, scrive Annunziata, non è l’aborto ma sono le nascite, quindi la vita, e questo è quello che esprimevano le donne scese in piazza. Il fatto è che è quasi impossibilie essere madri. Mancano le strutture, manca la stabilità ma soprattutto manca una società che ami le madri e i bambini.

Troppi Peter Pan, troppi Bamboccioni, troppo pochi i compagni di vita, e troppo poche le aziende, e le istituzioni, che premino la maternità. … Questo, banalmente, significa che non c’è carenza di mamme, nel nostro paese, ma carenza di padri.
Le donne sono sole, sempre più sole, davanti alla responsabilità della vita: è il timore, più che il diritto, la fonte vera dell’indignazione che ha mosso di nuovo le donne, di fronte a una discussione quale quella sulla moratoria, che appare una criminalizzazione e un’ulteriore sminuizione del valore della scelta di essere madre.
Pensare che le manifestazioni del 14 mettessero in contrapposizione chi vuole abolire l’aborto e chi lo rivendica come un diritto, prosegue la giornalista, sarebbe far torto alle donne ma anche a Giuliano Ferrara, che non chiede l’abolizione della 194 ma una sua diversa applicazione.
E’ dunque un bene, conclude, che di questi temi si parli in campagna elettorale.
Fin qui Lucia Annunziata, le cui argomentazioni prendiamo per buone in blocco. Però… (more…)

February 16, 2008

Chi decide quando è vita.

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 4:21 pm

di Armando Ermini

Due sono gli argomenti forti a cui ricorrono i pro-choice nella discussione sul “diritto di aborto”.

a) L’autodeterminazione della donna è sacra, e il suo diritto deve comunque prevalere su quello del feto a vivere, anche quando si ammette che non è un grumo di cellule ma una vita umana degna di una qualche tutela. Le implicazioni sono chiare. Alla donna è attribuito il potere di vita e di morte , anche quando non è in gioco la propria sopravvivenza, anche quando le motivazioni con cui si abortisce riguardano semplicemente il proprio benessere psichico, categoria così vaga e larga da poterci far rientrare tutto. Una carriera lavorativa, il proseguimento degli studi, una vacanza progettata da tempo. Non dico, naturalmente, che tutte le donne che abortiscono lo facciano per motivi futili, eppure accade anche questo, per esplicita ammissione delle stesse fautrici del diritto femminile incondizionato a decidere.
Nella stessa categoria, il potere di decidere vita e morte, possiamo inserire anche un altro argomento usato per giustificare l’aborto, quando cioè lo si deciderebbe perchè il futuro bambino sarebbe condannato ad una vita di povertà, o di stenti, o perchè portatore di una qualche malformazione che lo condannerebbe all’infelicità. Si attribuisce in questo modo alla madre il potere di sapere cosa è bene o male per il figlio, cosa potrebbe per lui essere la felicità o l’infelicità, fino a decidere che non valga la pena farlo vivere, sempre per il suo bene, naturalmente.
Sono tutte argomentazioni la cui intrinseca debolezza è in qualche modo, magari confuso, conosciuta anche da chi le sostiene. Ed in effetti è difficile attribuirsi esplicitamente il diritto di uccidere o far vivere il proprio figlio; troppo chiara e non confutabile sarebbe l’accusa di onnipotenza a cui quegli argomenti sono soggetti. Si tenta di ricorrere allora ad un altro argomento, che come vedremo peggiora ulteriormente la situazione. (more…)

February 14, 2008

Onnipotenza! Di chi?

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 2:00 pm

Da l’inserto Queer di Liberazione del 10 febbraio:

……Donne in carne ed ossa che, oggi, molti vorrebbero cancellare in nome di un embrione chimera, proiezione del desiderio di onnipotenza maschile (Angela Azzaro, Io ridico:l’aborto non è un dramma)

Forse solo l’iscrizione dell’inviolabilità del corpo femminile e della sovranità procreativa delle donne nel patto costituzionale…potrebbero fare argine a questa continua messa in discussione dei diritti civili delle donne…. (I dubbi di noi femministe che volevamo la 194)

Si può parlare, infatti, di un nuovo soggetto, altro dalla madre, solo con la nascita, vale a dire con la separazione corporea che segna l’inizio di una nuova vita autonoma, come afferma l’art. 1 del nostro codice civile. (Laura Ronchetti, Embrione contro donna e il terzo gode).

Noi diciamo: Il feto non è vita. Chiediamo una moratoria della cultura di morte che anima i sostenitori della campagna anti aborto e pro embrione. E’ ora di fare chiarezza e di dire che non c’è vita senza la relazione tra la madre e il figlio, senza la scelta della donna. (Copertina dell’inserto)

February 5, 2008

Scienza del male

Filed under: Bioetica - Administrator @ 10:52 am

di Cesare Brivio

Peter paul RubensDagli scienziati inglesi la notizia di un procedimento che consentirà di ottenere sperma dal midollo femminile, ovuli da quello maschile. Ricerca presentata come felice approdo per le donne alla totale e definitiva emancipazione dall’uomo: la riproduzione per partenogenesi da cui, tra l’altro, potranno nascere solo donne. Altro che maschio e padre senza volto di Man not included, il servizio per l’inseminazione eterologa con donatore sconosciuto. C’è una scienza che non si limita a conoscere ma che progetta e fa il male dell’Umanità. Conosce in odio all’Uomo. Una rivolta contro il Padre Creatore descritta nel Genesi. Mai avremmo immaginato che potesse avere questa profondità fin nella struttura stessa della biologia umana. E già si prospettano progetti ancora più violenti sulla mente dell’Uomo a dimostrare che l’anima, lo spirito non esiste ed è costruibile. Un desiderio insopprimibile e sfrenato di dimostrare che l’Uomo è meno di niente, un grumo di cellule diversamente e malamente impastato, altro che figlio di Dio. Naturalmente il tutto a sostenere l’onnipotenza proprio di chi si vuol dimostrare che valga nulla. Il paradosso di sempre che il male ci propone. Di cui l’aborto offre cifra chiarissima. E quello che più colpisce è, se ci fate caso, come questi progetti siano prospettati sempre e soltanto come progetti finalizzati al bene della donna, bene a sua volta quasi sempre identificato con il suo insediamento come potenza sovrana e assoluta. Chi vuole bene alle donne percepisce come se ci fosse un consapevole uso della loro immagine, una strumentalizzazione dei loro desideri, a coprire orrendi progetti di “miglioramento” dell’Umanità che, come tanti analoghi nella Storia, sono a rischio evidente di concludersi in disastri senza fine. Come se ci fossero all’opera forze potentissime che vogliono il dominio sull’Uomo ridotto a manufatto sottraendolo una volta per tutte alla libertà infinta che consegue alla relazione filiale con Dio Padre. E come se queste forze usassero la donna, quanto è di più caro all’uomo nel Creato, per vincere ogni resistenza. Per questo ogni volta che una donna, come sull’Avvenire di venerdì 1 febbraio 2008, Marina Corradi sul divieto del termine padre e madre proposto in Inghilterra, si riappropria della identità e saggezza femminile, e prende posizione contro questi progetti, mi sento un po’ meno angosciato: esiste un femminile degno di Maria. E, come tale, si rende conto che mai come in questi tempi la donna, come immagine di genere, se non combatte in prima linea, ora e con assoluta chiarezza a fianco dei maschi contro chi la blandisce per perdere lei e il maschile, è a rischio di una caduta tragica: destino ineludibile se chi, custode della vita, giudica la vita morto artefatto, e lascia che venga manipolata, deturpata e spenta in nome di un desiderio folle di impossibile onnipotenza.

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