di Armando Ermini
Antonio Socci, su Libero del 6 Gennaio documenta in che modo nel 1976, a partire da un problema reale e doloroso, i media e le forze politiche abortiste con azioni combinate e convergenti, gonfiarono a dismisura le cifre sugli aborti clandestini e sulla mortalità femminile ad essi dovuta, creando così allarme e angoscia sociali sull’onda dei quali passò in parlamento la legge 194.
Secondo Pannella, che ha ripetuto queste cifre al TG5 del 4 gennaio, gli aborti clandestini variavano all’epoca da 1 a 1,5 milioni all’anno. Il Corriere della Sera, nel numero del 10/9/76 parlava di un range compreso fra 1,3 e 3 milioni, mentre secondo Il Giorno (7 settembre 1972) il numero di interruzioni di gravidanza svariava da 3 a 4 milioni annui. Cifre iperboliche sparate (non ) a caso, tanto che, scrive Socci,
“sarebbe bastato qualche piccolo accertamento per scoprire la verità. Secondo calcoli fatti da statistici ipotizzando 3 (o addirittura 4) milioni di aborti clandestini l’anno ne derivava un tasso medio di abortività in base al quale – alla fine - “tutte le donne italiane avrebbero praticato nella loro vita almeno 8 aborti procurati clandestini” (Palmaro). Uno scenario ovviamente assurdo.
Che i “milioni di aborti clandestini” ogni anno fossero un argomento totalmente infondato, è provato, in modo indiscutibile, oggi, dai dati ufficiali sugli aborti legali in Italia, fermi attorno ai 130 mila l’anno (dal 1978 hanno raggiunto al massimo la cifra di 240 mila all’anno, ma attestandosi subito molto al di sotto dei 200 mila). Se questo è il numero delle donne che interrompono la gravidanza oggi che l’aborto è facile, legale e assistito, in qualunque ospedale, e addirittura propagandato, è ovvio che dovevano essere un numero molto inferiore a praticarlo quando era illegale, si rischiava il carcere, la faccia e la pelle, ed era difficile trovare le “mammane” che lo praticassero. ” (more…)