Le contraddizioni dell’Istat
di Fabio Barzagli
21 agosto 2006 l’Istat affermava:
“La maggioranza delle donne che vivono in coppia ritiene di avere lo stesso potere decisionale del partner in molte delle decisioni che riguardano la vita quotidiana, ossia chi frequentare (86,6%), cosa fare nel tempo libero (85,2%), dove andare in vacanza (83,5%) e come educare i figli (83,1%).”
Nella stessa ricerca si rilevava che (Tavola 5.1) che OLTRE IL 91% delle donne con una vita di coppia dichiarano di essere in disaccordo con il partner MAI, RARAMENTE, o QUALCHE VOLTA.
La ricerca era intitolata LA VITA DI COPPIA
La ricerca in questione NON RIPORTAVA ALCUN INDICATORE DI PRESENZA DI VIOLENZA ALLE DONNE ALL’INTERNO DELLE COPPIA.
Nessuna delle intervistate, poi, ha segnalato in qualche modo un grave disagio relativo a possibili violenze.
Nel 2007 l’ISTAT, nell’indagine sulla violenza alle donne, sostiene che “Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%.”
Se ne deve dedurre che l’ISTAT non riesce a condurre indagini statistiche credibili sulla vita di coppia e sforna risultati diversi a seconda del committente e/o del focus della ricerca.
Non si riesce infatti a comprendere come mai:
1) svolge una indagine sulla “VITA DI COPPIA” e non rileva in alcun modo il fenomeno della violenza nella coppia, che appare poi, invece, determinante ed estremamente rappresentato in una indagine (commissionata e sovvenzionata ad hoc) condotta successivamente
2) possa essere credibile un istituto che in una occasione afferma che le donne dichiarano di essere in grave disaccordo con il partner solo nel 9% dei casi, e in un’altra occasione, sempre nello stesso studio saviluppato ad hoc, fornisce cifre opposte circa i maltrattamenti in famiglia.
E’ evidente che:
- l’ISTAT non sa condurre indagini statistiche
- il fenomeno della violenza intrafamiliare non è assolutamete descrivibile secondo i parametri e le interpretazioni offerte dall’ISTAT e dalle letture che - per motivi di opportunità politica - ne sono state date
















