November 22, 2007

Violenza maschile prima causa di morte per le donne?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 8:56 pm

di A. Ermini

Joseph GoebbelsOrmai lo leggiamo e ascoltiamo ogni giorno in un effluvio di esternazioni senza fine. Buon ultimo, dopo la stampa così detta grande (più, ovvio, quella di sinistra per la quale l’ideologia è verità), le TV, le ministre, le soubrette e presentatori di talk show vari, il presidente del consiglio Prodi. Senza alcun accenno di buon senso, di onestà intellettuale, di semplice verifica di dati a tutti disponibili. A niente valgono nemmeno le parole di femministe oneste che contestano sia i dati in sè, sia i criteri usati per elaborarli, come Elisabeth Badinter o Susan Faludi. Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.
Da parte nostra dubitiamo molto che quello che ne resterà, anche alle donne destinatarie del messaggio di odio e criminalizzazione antimaschile, sia minimamente positivo. In ogni caso non vogliamo assistere inermi a questo scempio della verità e della ragione.

L’ultimo dato ISTAT sulle cause di morte è del 2002
In quell’anno morirono in italia 560.390 persone, di cui:
maschi: 279.296
femmine: 281.094

Nella classificazione ISTAT l’omicidio e le lesioni (mortali, evidentemente) provocati INTENZIONALMENTE da altri corrispondono al codice descrittivo BE 77 (“Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri”, appunto), a sua volta ricompreso nella classe BE 71-78 (“Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti”), così composta:

BE(71-78)E - CAUSE ESTERNE DEI TRAUMATISMI E DEGLI AVVELENAMENTI
BE 71 Accidente stradale da veicolo a motore
BE 72 Altri accidenti da trasporto
BE 73 Avvelenamenti accidentali
BE 74 Cadute accidentali
BE 75 Accidenti causati da incendi e da fuoco
BE 76 Suicidio e autolesione
BE 77 Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri
BE 78 Altre cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti

Per omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri (BE77) sono morte in Italia, nel 2002, 560 persone, di cui
Maschi: 401
Femmine 159

Le cause di morte sono state, in valori assoluti:
1)Malattie del sistema circolatorio: 131.472
2)Tumori: 69.672
3)Altri stati morbosi: 21.173
4)Malattie dell’apparato respiratorio: 15.324
5)Disturbi psichici e malattie sist. Nervoso org. Sensi: 14.765
6)Malattie dell’apparato digerente: 12.234
7)Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti: 10.667 (di cui omicidi 560, ripartiti come più sopra)
8)Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti: 3.640
9)Malattie infettive e parassitarie: 2.147

Fonte: http://www.istat.it/dati/dataset/20051107_00/

9 Comments »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2007/11/22/violenza-maschile-prima-causa-di-morte-per-le-donne/trackback/

  1. Giovedi scorso a Pisa c’è stato uno stupro su una ragazza ad opera di un rom. Il quotidiano locale non voleva pubblicare la notizia per non allarmare l’opinione pubblica. La verità è che la ministra delle cosiddette pari opportunità Pollastrini (nomen/omen) in combutta con altro femminese istituzionale, fa d’ogni erba un fascio e in questo mare indistinto ci mette dentro tutti: mariti, fidanzati, autoctoni e allogeni. In quest’ultimo caso, poi addirittura lo stupro viene “beatificato” non parlandone nemmeno. Altrimenti sarebbe “razzismo”. Così arriviamo ai paradossi all’americana: 30 anni di galera per un povero marito e neanche un giorno se si è rom o di qualche altra etnia protetta. Tu chiamala se vuoi “discriminazione costruttiva”. Cioè contro di noi.

    Comment by Nessie — November 23, 2007 @ 12:46 pm

  2. Non vi è alcun dubbio riguardo al fatto che le statistiche riguardanti la violenza maschile sulle donne siano artificiosamente gonfiate. Se fosse vero tutto quello che si
    racconta, ormai non dovrebbe più esistere neppure una donna su questo pianeta.
    Infatti, nell’ 80-85 per cento dei casi, sono gli stessi uomini ad essere vittime di
    violenza. Per correttezza, però, ritengo giusto sottolineare che nella stragrande
    maggioranza dei casi, essi sono vittime della violenza di altri uomini.
    Alcuni dati: in tutte le culture gli uomini uccidono altri uomini da venti a quaranta volte
    di più di quanto le donne uccidano altre donne. E la parte del leone, fra gli assassini,
    la fanno gli uomini giovani, fra i quindici e i trent’ anni. Alcuni di essi, inoltre, sono
    più violenti di altri. Secondo una stima, il 7 per cento dei giovani è responsabile del
    79 per cento degli atti di violenza ripetuti. Di più. I sadici, le teste calde e altri natural-
    born killers sono parte del problema della violenza non soltanto per il male che fanno,
    ma per l’ atteggiamento aggressivo cui, come deterrente e autodifesa, costringono gli
    altri. Questo, naturalmente, non significa che non esista la violenza femminile - sia
    fisica*, che verbale-psicologica-invisibile - verso gli uomini, anzi. Basti dire che le madri sono solitamente più violente nei confronti dei figli maschi piuttosto che delle figlie femmine, per non parlare degli infanticidi, operati in circa il 70 per cento dei casi dalle suddette e soprattutto contro i neonati di sesso maschile.
    A questo aggiungiamo certi delitti maschili, il cui mandante era una donna, oppure il
    fatto che le donne, quando uccidono, nella grandissima maggioranza dei casi uccidono degli uomini anziché delle donne (il contrario di quello che fanno gli uomini).
    Sono altrettanto vere, però, due cose:
    1- Anche gli uomini possono esercitare violenza psicologica - quindi invisibile - sulle donne.
    2- A livello mondiale la violenza fisica femminile non è assolutamente paragonabile
    a quella maschile.
    Lo si ammetta o no, piaccia o meno, gli uomini uccidono molto di più delle donne.
    Le Naturali Differenze di Genere sono anche questo e la causa è da ricercare anzitutto nelle forze dell’evoluzione che hanno plasmato i due sessi in maniera differente. Pertanto, come è solito dire un mio amico, se qualcuno vuole attribuire
    delle colpe specifiche a qualcuno, se la prenda in primis con Madre Natura.

    Riguardo alla ministra delle pari opportunità, citata da Nessie, dico soltanto che c’è
    ben poco da stupirsi, dato che le femministe, di fronte agli extracomunitari, specie se di fede musulmana, tendono a genuflettersi.
    Questo accade per il seguente motivo: hanno paura di essere bollate come razziste.
    Un particolare che la dice lunga su quanto il potere femminista sia sopravvalutato
    anche da certi membri dei movimenti maschili italiani (non mi riferisco a voi).
    In merito, concludo aggiungendo che il silenzio dei politici e degli intellettuali italiani
    è a dir poco colpevole. Personalmente ritengo questi “uomini” dei veri e propri
    traditori.

    * Sono un pugile dilettante, categoria pesi massimi, nonché un militare che si esercita spesso con le armi, perciò da tutto sono preoccupato meno che dalla violenza fisica femminile…

    __________________________________________________________

    Comment by Daniele — November 23, 2007 @ 4:29 pm

  3. Questo è niente… avete letto la notizia sull’ Ansa che dice che la violenza è la prima causa di morte per le donne di età compresa tra i 16 ed i 44 anni e che fa più vittime del cancro? E grazie al cavolo, a quella età il cancro è una malattia piuttosto rara… ma sopratutto la violenza è la prima causa di morte anche per gli uomini!
    Le vogliamo dire ste, cose si o no?

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-11-20_120158089.html

    Comment by Milo Riano — November 23, 2007 @ 11:39 pm

  4. Riguardo alla ministra delle pari opportunità, citata da Nessie, dico soltanto che c’è
    ben poco da stupirsi, dato che le femministe, di fronte agli extracomunitari, specie se di fede musulmana, tendono a genuflettersi.
    Questo accade per il seguente motivo: hanno paura di essere bollate come razziste.
    Un particolare che la dice lunga su quanto il potere femminista sia sopravvalutato
    anche da certi membri dei movimenti maschili italiani (non mi riferisco a voi).
    ——

    Caro Daniele,
    hanno paura di essere bollate come razziste, perche’ lo sono. contro il maschile.
    anche in modo esplicito e violento.
    la violenza e la forza (quella ad esempio che tu eserciti) sono cose distinte.
    la coercizione a fin di bene non e’ violenza, ma ordine, difesa, guida.
    questo e’ un compito paterno e dello stato di fondamentale importanza, per evitare il bullismo, il crimine, la distruzione.

    Nei confronti del maschio islamico immigrante, le femministe si genuflettono perche’ li vedono ingenuamente come opportunita’ di alleanza contro un comune nemico: la tradizionale cultura europea che cercano di combattere in tutti i modi. Con la societa’ liquida del relativismo, senza identita’, possono meglio manipolare gli individui.

    La palese contraddizione per il fatto che le culture islamiche sono piu’ violente mentre loro le abbracciano pur criminalizzando gli uomini occidentali per essere violenti, la dice molto lunga sui reali obiettivi di dominio sul mondo che muove le femministe.
    Sono di stampo marxista-leninista-maoista quello il loro tarlo.
    Se sei nemico dei miei nemici sei mio amico. il loro pensiero.
    poi comunque sono vittime loro stesse della loro confusione.

    Comment by marco baldassari — November 24, 2007 @ 1:00 pm

  5. Cerchiamo di fare chiarezza con onestà intellettuale, primo ingrediente di ogni discussione che si appassioni alla verità e non cerchi di piegarla all’ideologia.
    1) E’ un fatto che esista una violenza fisica prevalentemente maschile che si manifesta contro le donne ma anche contro altri uomini.
    2) Che questa violenza sia la prima causa di morte delle donne è una menzogna vergognosa di stile nazista, e lo dimostrano gli unici dati certi in possesso di tutti. 159 donne morte (e non tutte ad opera di uomini) su circa 30.000.000 di donne italiane dimostra come la violenza omicida sia un fenomeno per fortuna limitato. Mi chiedo quale impatto abbia la ripetizione martellante di questa menzogna sulla psiche femminile e maschile. Io penso sia devastante per tutti.
    4) I dati sulla violenza maschile elaborati dall’istat nel 2006 sono raggruppati in modo molto discutibile, Se si va a leggerli ci accorgiamo che nella violenza sono comprese anche le critiche al modo di vestire. In questo modo si confindono le idee e si fa passare nell’immaginario collettivo una verità indistinta che genera psicosi. Perchè lo si fa? Teniamo presente che queste stesse osservazioni le aveva già fatte una femminista di provata fede ma onesta come Elisabeth Badinter nel suo libro La strada degli errori (feltrinelli 2004)
    5) In Italia non è mai stata fatta alcune indagine ufficiale sul fenomeno opposto,ossia sulla violenza femminile che colpisce gli uomini. Eppure i dati ufficiali che provengono da altri paesi indicano che il fenomeno è tutt’altro che trascurabile. Sono apparsi articoli sia su D Donna sia su altri giornali che ce ne parlano. Ai lettori che ne faranno richiesta saremo ben lieti di fornire una prima bibliografia in merito.
    Dovrebbe essere normale che gli istituti di ricerca che si propongono di elaborare dati statistici indaghino i fenomeni a tutto campo e non solo a senso unico. Così non è e occorre chiedersi il perchè.
    Faccio un esempio personale. Se mi fosse chiesto se ho mai esercitato violenza fisica su una donna, sarei costretto a rispondere di si, in almeno due casi. Un paio di ceffoni li hi dati e lo ricordo benissimo. Ma se mi fosse chiesto se ho mai subito violenza da una donna risponderei ancora di si, in almeno due casi, proprio quelli in cui la ho esercitata come risposta secca ad una violenza subita e per mettere immediatamente fine alla questione, ossia per far capire che su quella strada la signora non sarebbe arrivata da nessuna parte. E mi limito a parlare di violenza fisica, essendo quella psicologica (la critica, il ricatto morale e similia, pane quotidiano per entrambi i generi e voglio vedere se esiste qualcuno in buona fede che sostiene le donne incapaci di simile tipo di violenza.
    La verità è che non potremo ragionare seriamente sul fenomeno e sul suo significato finchè non sarà indagato davvero seriamente, con le dovute e ovvie distinzioni all’interno del fenomeno e definendolo per bene.
    Detto questo la mia ipotesi è che la violenza non ha sesso, ma che si manifesta diversamente fra uomini e donne. Più agita in linea diretta dai maschi, più mediata e agita per interposta persona dalle femmine. Traggo questa ipotesi (che non vuole essere una verità assiomatica), dall’osservazione della diversità fra psiche maschile e femminile, dal fatto che la minor forza fisica delle donne le “costringe” ad agire per altre vie specie quando l’oggetto di violenza è un maschio adulto (ed infatti gli omicidi di bambini sono più femminile che maschili) e dalle cronache che ci raccontano spesso di mani maschili che agiscono armate da teste femminili. Il che non depone affatto a favore di quegli uomini eterodiretti, ma neanche a favore della supposta pacificità dell’indole femminile.
    Con ciò non voglio negare che esiste un problema violenza e che riguarda in prima persona i maschi, senza però dimenticare mai che quell’energia maschile che sfocia nella violenza ha la stessa origine dell’energia maschile che da sempre ha difeso e salvato un numero enorme di donne, di bambini ed altri uomini a costo di sacriifcare se stessi.
    Il punto su cui riflettere è dunque come fare a mettere quell’enorme potenziale di energia trasformatrice al servizio di buone cause, al servizio del bene della comunità tutta anzichè al servizio della distruttività. Questo non lo si fa criminalizzando il maschile e i maschi in carne ed ossa ma valorizzandolo/li a partire dall’educazione a scuola ed in famiglia, insegnando ai giovani uomini che la loro forza ed energia è preziosa e fonte di bene per tutta la comunità se bene impiegata. Un tempo provvedevano i riti iniziatici, i padri, gli insegnanti,i maestri di sport e di vita, Oggi i riti sono stati aboliti come stupide superstizioni, gli insegnanti maschi stanno scomparendo sostituiti da femmine, i padri sono letteralmente cacciati di casa o comunque hanno perduto il senso profondo dell’essere padri perchè tutta la società ha sminuito la paternità. I risultati, tragici per tutti, sono questi. Una società sana ed onesta su questo dovrebbe interrogarsi e non sparare a casaccio cifre inverosimili e terroristiche. Le parole, spesso, fanno più danni delle pietre.
    Armando Ermini

    Comment by Administrator — November 27, 2007 @ 1:09 am

  6. Grazie Armando, lucidissimo come sempre.
    A proposito di passione umana per la verità, vi segnalo il numero 22 del mensile Pepe, dedicato alla Donna: http://www.pepeonline.it/ .
    A parte il commento di Stefano Magni su un articolo di Claudio Risé, che dimostra che Magni non ha capito niente o ha bisogno di coprirsi le spalle per far passare la sua formula individualistica, il giornale contiene un sacco di spunti notevoli.
    Saluti.

    Comment by Paolo — November 27, 2007 @ 12:28 pm

  7. 1) E’ un fatto che esista una violenza fisica prevalentemente maschile che si manifesta contro le donne ma anche contro altri uomini.

    Nessuno nega che esista la violenza maschile, ma appare evidente che si voglia deliberatamente negare la violenza femminile e questo e’ grave sia dal punto di vista educativo, sia per la pericolosita’ di questa negazione nell’ambito sociale.

    Non e’ assolutamente da sottovalutare. La violenza femminile e’ pericolosa quanto se non piu’ di quella maschile quando esplode o si manifesta in atteggiamenti persecutori e punitivi.

    Sulle analisi statistiche leggiti qualche studio americano, che come al solito sono piu’ avanti di noi sia sul piano metodologivo che quantitativo.

    http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/stop-alla-propaganda-di-odio.html

    Comment by marco baldassari — November 27, 2007 @ 7:55 pm

  8. Personalmente condivido molto di quanto scritto sia da Armando che da Daniele.
    Per quanto riguarda la violenza psicologica, sono invece del parere che nella nostra società le donne siano molto più violente degli uomini, delle vere e proprie istigatrici che non perdono occasione per provocare e sminuire gli uomini, generando così nei
    suddetti una grande rabbia, che a volte può sfociare in violenza fisica. Basti citare certe frasi offensive - dette anche in pubblico, di fronte a persone sconosciute - nei confronti dei propri fidanzati o mariti, che a loro dire non saprebbero soddisfarle sessualmente. Come se una donna non potesse essere giudicata da un uomo e non avesse nulla da dimostrare a letto. Penose.

    Comment by Fabio — November 28, 2007 @ 12:45 am

  9. So benissimo che esiste anche la violenza psicologica femminile. Io stesso ho una madre che definire verbalmente e psicologicamente violenta è un eufemismo. Vi dico
    soltanto che molte volte sono stato tentato dall’idea di prenderla a pugni in faccia. Ma ciò non toglie che un uomo, nel corso della propria vita, rischi molto di più di subire violenza fisica o di essere ucciso da un altro uomo piuttosto che da una donna. Un esempio fra i tanti: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_43029429.html
    E’ il nostro destino, dato che la natura ci ha programmati per competere e combattere. Ciò non toglie che la violenza fisica femminile, specialmente su minori e anziani, ma anche su uomini adulti, esista.

    Comment by Daniele — November 28, 2007 @ 6:06 pm

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design