November 14, 2007

La violenza caotica dei “tifosi” guerriglieri

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 1:46 pm

di Armando Ermini

Al di là del cordoglio per una vita interrotta, la cosa che colpisce di più nella vicenda del giovane tifoso ucciso da un agente è che le opposte tifoserie, quelle che se fossero lasciate libere di
“esprimersi” si massacrerebbero vicendevolmente, in questa circostanza si sono unite contro il nemico comune. Non è un fenomeno nuovo. Anche le “famiglie” mafiose impegnate nella guerra intestina per il controllo di traffici e territori, si trovano unite contro polizia e carabinieri. Anche le frange estremiste di destra e di sinistra, divise su tutto, provavano e tuttora provano lo stesso odio feroce per gli “sbirri”. Ed infatti fra i protagonisti della guerriglia romana si trovano, ci raccontano le cronache, tifosi neofascisti e anarco-insurrezionalisti.
C’è un filo rosso che attraversa fenomeni solo in apparenza diversi. L’avversione al concetto di autorità, l’odio per chi è preposto a far rispettare il principio della legge valida erga omnes. Con queste rivolte caotiche e indiscriminate si intende invece riaffermare che il diritto di “sangue”, in questi casi di appartenenza, calcistica politica o di cosca poco importa, deve prevalere.

Non intendo fare il difensore d’ufficio delle istituzioni. So bene che il rischio di una degenerazione delle forza statuale esiste, e che più volte si trasforma in realtà concreta. Esiste nell’uso delle forze di polizia, esiste nell’approvazione di leggi che ledono il concetto di stato di diritto concedendo, con l’alibi delle discriminazioni positive, privilegi immotivati, esiste nell’applicazione distorta e strumentale delle leggi da parte della magistratura. So anche che la società razionalista postmoderna svaluta i legami ancestrali, mitici, i quali però, essendo costitutivi della psiche umana individuale e collettiva, trovano il modo, spesso distruttivo e regressivo, di farsi valere.
Ma tutto questo non può far dimenticare che l’organizzazione della polis, ossia della vita associata degli appartenenti ad un stesso territorio, intorno a principi e valori validi per tutti, è la più alta espressione del diritto paterno. E che tale diritto paterno si contrappone, superandolo, al diritto di sangue matriarcale dove a prevalere è l’appartenenza, nel tentativo di dare una forma ed un limite a forze ed energie che altrimenti portano al caos. Come la mafia, le tifoserie della violenza indiscriminata, caotica, gratuita, feroce e antistituzionale per principio, sono espressione di una tendenza regressiva matriarcale che rifiuta di riconoscere il padre/autorità. Poco importa che i portatori concreti di tale violenza siano maschi.
Nessuna indulgenza, dunque, per i guerriglieri del pallone. Detto questo, si impongono però anche altre riflessioni. Il contrasto fra diritto paterno e materno (nel loro significato simbolico, naturalmente) è antichissimo. Ce ne parla il mito di Oreste, di cui le Erinni, rappresentanti del diritto di sangue, volevano la condanna per il matricidio da lui commesso per vendicare il padre Agamennone, a sua volta assassinato dalla moglie e dal suo amante Egisto al ritorno da Troia. Il tribunale degli dei accoglie invece gli argomenti di Atena ed Apollo, figli di Zeus, affermando la vittoria del principio paterno, ma nello stesso tempo riconosce anche l’importanza del legame di appartenenza. Offre alle Erinni un posto nel pantheon degli dei e luoghi per il loro culto, depotenziandone la sete di vendetta e trasformandole nelle benevoli Eumenidi.
Come sempre il mito ci offre insegnamenti eterni, di cui la modernità

3 Comments »

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  1. Non ho mai nutrito una grande simpatia per hooligans, teppisti e ultrà. Anzi, li aborro. Ma stavolta devo confessare che piuttosto che vedere una pantegana pavida e pusilla come Amato, il peggior ministro degli Interni della Repubblica, alle prese con le sue sottigliezze e totalmente incapace di prendere delle decisioni (se non per repirmere quella che lui chiama “la tigre della reazione” e cioè il diritto a ribellarsi da parte di noi cittaidni autoctoni sempre più minacciati nella nostra incolumità e sicurezza quotidiana); dopo aver visto il capo della polizia e la polizia stessa ridotta nello stato che sappiamo, un po’ di selvaggeria testosteronica alberga solo in seno agli ultrà. Peccato che sia mal canalizzata.

    Comment by Nessie — November 15, 2007 @ 10:55 pm

  2. Già, mal canalizzata, è proprio questo il punto fondamentale, non la sana selvaggeria testosteronica che in sè è forza vitale e trasformatrice. O riusciamo a far si che venga volta in positivo o ci perdiamo tutti, sia che vinca come forza distruttiva sia che venga criminalizzata e estirpata/castrata come da troppo tempo si sta tentando di fare. La vitalità di una comunità, come al solito, dipende da come l’energia maschile si esprime. Ed è interesse di tutti, uomini e donne, le quali rischiano di trovarsi strette fra il subire violenza cieca o avere di fronte maschi addomesticati, cioè non maschi. Sarebbe contenta solo qualche femminista incallita, ma solo a parole, perchè pare che da quelle parti il tipo camionista vada di moda (in segreto, naturally!)
    Armando

    Comment by Administrator — November 16, 2007 @ 5:32 pm

  3. All’argomento delle responsabilità delle femministe in questo cupio dissolvi e in questo addomesticamento dell’energia maschile, ho dedicato il post “Lettera aperta a Dacia Maraini”. Se non l’hai ancora fatto puoi seguire il link del mio blog e consultare il posting.
    Mentre l’altro argomento, quello dell’Occidente odiatore di sé stesso e sempre più privo di anticorpi per reagire alle aggressioni in atto, è una costante di quasi tutto quel che scrivo. Questo blog lo visito spesso. Cordialità.

    Comment by Nessie — November 16, 2007 @ 5:50 pm

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