November 4, 2007

Violenza domestica: mariti picchiati

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 3:27 pm

Riportiamo dal sito indicato qui sotto un articolo su un fenomeno che i nostri media si ostinano a nascondere e di cui ci siamo già occupati più volte. Contrariamente alla vulgata corrente la violenza non è di genere, ma fra generi. Prendere atto di questa realtà per indagarla più a fondo con gli strumenti scientifici a disposizione, non solo è un’esigenza di onestà intellettuale e di ricerca della verità, ma anche l’unico modo per individuare cause e rimedi.
I maschi selvatici

La porta del garage contro cui ha sbattuto l'altra notte era femmina
dal blog originis.myblog.it
scritto da LuisB
martedì, 15 maggio 2007

Violenza domestica mariti picchiati

Dalla notte dei tempi se è convenuto associare il termine sesso debole alle donne, lo stesso vale per la definizione gentile sesso. Bene, secondo i più aggiornati dati statistici, la situazione sta soffrendo dei cambiamenti radicali. I casi di mariti, o conviventi, vittime della furia delle loro compagne sono più diffusi di quanto si creda, nonché ancora oggi una complessa realtà tabù.

E cosi negli ultimi anni dalla protezionista e liberale democratica Spagna nonché dal Portogallo alla Gran Bretagna e paesi Scandinave continuando con il tradizionalista, e mussulmano, Egitto fino ad arrivare al Nord America, emerge una sorpresa, che tanto di sorpresa non lo è: cioè, i mariti picchiati che tacciono per paura del pubblico ridicolo.

Questo perché, se un uomo va al commissariato di polizia, e afferma che la tua signora/compagna le ha riempito di botte…

In Europa…

La fine della dittatura e l’adesione all’Unione Europea hanno trasformato il volto delle società della Spagna. E anche quello della situazione femminile. L’ultimo caso emblematico di questa “nuova scoperta” viene dalla Spagna dove il 28 novembre 2006, al senato spagnolo il premier socialista (e notoriamente iperfemminista) José Luis Rodríguez Zapatero, 46 anni, tuonava: «Chiamo le persone decenti a vincere la violenza machista. Abbiamo le leggi più avanzate, però continua la violenza criminale degli uomini contro le donne, con già 62 vittime quest’anno».

Il tutto corrisponde al vero, si è però dimenticato di denunciare che pure il gentil sesso picchia duro e arriva ad uccidere consorti e compagni. Sotto la definizione di violenza domestica in Spagna accade che ogni anno il 44 per cento delle vittime sono uomini. Nel giro di vent’anni, dunque, gli spagnoli hanno rovesciato l’immagine caricaturale e conservatrice della donna di casa, sottomessa al marito.

Per arrivare a questi dati basta consultare e dati dell’Annuario statistico della polizia spagnola, che mette a nudo una realtà che non appare quasi mai nei grandi media d’informazione. Da questi dati si apprende che i maschi rappresentano il 22 per cento dei morti ammazzati all’interno delle mura domestiche e il 44 per cento del totale della violenza tra partner, sposati e non. Senza dubbio la violenza delle donne sugli uomini è minima, in termini percentuali notti, ma corrisponde anche al vero la non esistenza negli ospedali e nei commissariati, di una casistica degli uomini maltrattati.

In Spagna il caso dei maltrattamenti verso i maschi si è già trasformato in scandalo. L’accusa è che si gonfiano le statistiche per giustificare leggi ad hoc, accusano in tanti. In molti portano come prova di nuovo le cifre dell’Annuario statistico della polizia spagnola: un’inchiesta segnalava 2 milioni di maltrattate, quando le denunce presentate nei commissariati sono state 49.237. Nel 2006, il 59 per cento delle querele per violenza domestica presentate dal gentil sesso è stato archiviato per mancanza di prove.

Per arginare la piaga della violenza sulle mogli, la Spagna zapaterista si è dotata, da due anni, di una batteria di misure legislative che non solo difendono la donna, ma che hanno stabilito pure la «discriminazione positiva», secondo cui per uno stesso reato l’uomo paga con pene più dure della donna. È la pubblicizzata legge di Misure di protezione contro la violenza di genere, unica in Europa. Ma questa legge porta anche il riverso della medaglia cosi tutti i giorni ci sono 400-500 uomini arrestati. In due anni sono stati 250 mila e detenuti e 190 mila sono finiti nella lista nera dei maltrattatori, e secondo alcuni studi il 93 per cento delle denunce dopo verifica risultano false o ingiustificate.

Quasi caduti nel dimenticatoio dei mass media la violenza delle donne su mariti, conviventi o amanti è un fenomeno che dilaga in maniera gallonante negli ultimi anni in tutto il mondo, dall’Europa all’Africa, dall’Asia alle Americhe. Sia gli organismi privati che l’autorità ufficiali iniziano a correre ai ripari, come nel caso della Gran Bretagna dove funzionano presentemente tre ostelli per uomini maltrattati, che nel Regno Unito sono almeno 150 mila l’anno. Nel solo 2003 gli uomini freddati dalle donne britanniche sono stati 48.

Anche nella Germania della cancelliere Angela Merkel la situazione su questo versante non è la più rosea, secondo un’inchiesta commissionata nel 2004 dal ministero della Famiglia ha scoperto che il 25 per cento dei maschi ha subito violenza fisica all’interno delle mura domestiche, mentre tra il 10 e il 15 per cento è stato sottoposto anche a quella psicologica.

L’Italia

Se in Spagna gli uomini maltrattati sono il 44 per cento in Italia, sono l’1 per cento, in base alle denunce presentate. Ma resta l’incognita del sommerso, già, perché per il maschio italiano è difficile rendere noto un maltrattamento subito da una donna.

Un primo tentativo di fotografare il fenomeno è stato fatto nel 2002 con uno studio su 2.500 coppie italiane in crisi. Con risultati finali preoccupanti: il 30 per cento dei mariti ha ammesso di avere subito violenze come tirate d’orecchie, morsi o schiaffi.

Nel Nord America…

Nel pacifico Canada un’inchiesta condotta dell’Istituto nazionale del Québec del 1999 parlava di 62.700 donne e 39.500 uomini maltrattati fisicamente.

Negli Stati Uniti, nel 2004, la percentuale di grave violenza fisica tra partner è stata attribuita al 35 per cento ai maschi, ma al 30 per cento alle donne. Un fenomeno messo in sordina, e che non conosce frontiere.

Il Mondo…

Nelle società islamiche, come ad esempio quella egiziana, sono maltrattati quattro mariti su 10. E in Thailandia, secondo un rapporto del ministero della Sanità, il 5 per cento delle donne (contro il 6 per cento degli uomini), quando sono ubriache, malmenano il consorte.

In tutti questi casi sono cifre che vanno contro la storia politicamente corretta secondo cui il sesso forte sarebbe sistematicamente il boia e il sesso debole esclusivamente la vittima.

Il tabù

Ci viene da chiedere come mai, se il flagello delle femmine che malmenano i maschi è diffuso su scala planetaria, perchè se ne parla così poco? La risposta a questo quesito potrebbe venire dal fatto che gli uomini che vengono picchiati spesso sono creduti poco e messi alla berlina, e questo vale anche per le stesse autorità di pubblica sicurezza e giudiziale. Una donna maltrattata guadagna uno status e può trovare sostegno presso tanti gruppi di pressione o associazioni per uscire dall’inferno delle violenze coniugali. Invece un maschio malmenato prova, un enorme senso di colpa e perde il suo status di uomo.

Gli uomini non denunciano maltrattamenti perché non esistono luoghi, commissariati a parte, dove possono farlo, né esistono diffusamente su il territorio istituti pubblici come quello già esistenti per la difesa della donna. Questa situazione porta che il 92 per cento dei machos non denuncie i maltrattamenti perché pensa che così metterebbe in dubbio la propria mascolinità. È una questione culturale difficile da sradicare. Ma il muro di silenzio comincia ad incrinarsi.

1 Comment »

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  1. sono stato rubbato di tutto da parte della mia convivente

    Comment by Aristide Lo Curto — August 8, 2009 @ 12:36 pm

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