Manifesto razzista
di A. Ermini
Quello che pubblichiamo è un odioso manifesto razzista di Rifondazione Comunista, basato su dati inventati, come proviamo in un altro articolo del blog (Violenza maschile come prima causa di morte delle donne?). Secondo i dati Istat le morti violente in Italia nel 2002 sono state 560, di cui solo 159 donne (e non tutte uccise dagli uomini, ovvio), contro qualche centinaio di migliaio di decessi.
Ed allora occorre dire con chiarezza che i metodi usati da Rifondazione Comunista (e da coloro che danno credito a cifre inventate), sono gli stessi che usava il ministro della propaganda nazista Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.
Noi non ci stiamo e ci rivolgiamo non solo agli uomini di Rifondazione, ma anche a tutte le persone di buon senso e oneste, perché dicano qualcosa atto a far cessare questo nuovo pericolosissimo e folle razzismo, che se criminalizza i maschi, incitando le donne a non distinguere fra una infima minoranza che pratica davvero la violenza e la generalità del genere maschile, fa loro un pessimo servizio. Odio e rancore immotivati producono solitudine. E’ questo che vogliono le dirigenti di quel partito?
Paolo Ferliga Il bosco che salva - Lettura di alcune pagine di Mario Rigoni Stern
Secondo un certo pensiero femminista/progressista politcally correct, la prostituzione in quanto tale è una forma di schiavitù femminile. I maschi, detentori del potere economico, comprerebbero il corpo femminile ponendo in atto un’atavica oppressione verso le donne, vittime e sfruttate per definizione. La loro scelta, infatti, sarebbe viziata all’origine e quindi mai libera e volontaria, nonostante le apparenze. E’ questo il caso di L.M. signora milanese di origine campana che sulla quarantina si è ritirata dall’attività avendo investito i frutti della sua “schiavitù” in sei appartamenti e due auto di lusso, dei quali, ci informa il Corriere, ora il fisco chiede conto. Ha esercitato dall’età di 17 anni e senza protettore. Dev’essere stata una vera vita d’inferno, stretta nell’alternativa fra cercarsi un lavoro normale, sotto le grinfie di un padrone, e quella di vendere il proprio corpo (con la morte nel cuore, naturalmente) a maschi dalla sessualità rapace e sfruttatrice. Sorprende che lo stato non rinunci alle tasse in nome di un giusto risarcimento per la vita da schiava che ha dovuto condurre, come aveva invece riconosciuto in casi simili la Cassazione, secondo cui le ricchezze da prostituzione non sono tassabili in quanto rappresentano una forma di sotanziale indennizzo per il danno arrecato alla donna dall’attività stessa, la poveretta. Meritevoli invece di essere tassati sono i lavoratori che crepano per infortunio o per lavori usuranti, in stragrandissima maggioranza maschi (sarà un caso?), con guadagni mensili pari a qualche minuto di prestazione della schiava.
Ormai lo leggiamo e ascoltiamo ogni giorno in un effluvio di esternazioni senza fine. Buon ultimo, dopo la stampa così detta grande (più, ovvio, quella di sinistra per la quale l’ideologia è verità), le TV, le ministre, le soubrette e presentatori di talk show vari, il presidente del consiglio Prodi. Senza alcun accenno di buon senso, di onestà intellettuale, di semplice verifica di dati a tutti disponibili. A niente valgono nemmeno le parole di femministe oneste che contestano sia i dati in sè, sia i criteri usati per elaborarli, come Elisabeth Badinter o Susan Faludi. Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.
La presenza paterna è il miglior investimento per il futuro dei figli. Lo ha detto Benedetto XVI, ma potrebbe tranquillamente sottoscriverlo anche il più acerrimo nemico del cattolicesimo. Lo pensano certamente anche quel gruppo di docenti universitari, scienziati, giornalisti, professionisti che da tutta Italia ha sottoscritto la cosiddetta “Lista per il Padre” promossa dallo psicologo Claudio Risé. Di essi fa parte pure Antonello Vanni, scrittore, insegnante ed esperto di tematiche giovanili, che questa sera sarà in Trentino a parlare del “Ruolo educativo del padre all’interno della famiglia” (Vigolo Vattaro, auditorium, ore 20.45, org. Associazione culturale “Nitida Stella”).
di Fabio Barzaghi
di Armando Ermini















