L’ultima trovata del moralista Amato, inviare a casa le multe ai clienti delle prostitute
di Armando Ermini
Nuova brillante idea del ministro Amato, che come è noto disprezza profondamente i maschi in genere, soprattutto quelli che pagano per qualche minuto di sesso: multare i clienti delle prostitute per intralcio al traffico e mandare obbligatoriamente la multa (non conciliabile) a casa del reo.
Non si tratta di prendere posizione morale pro o contro il fenomeno prostituzione, a parte la condanna senza appello della schiavizzazione di esseri umani, ma di mettere in rilievo il clima culturale in cui nascono queste proposte.
Altri hanno già sottolineato l’incongruità di punire un’attività che la legge non considera reato, e per di più punire solo la domanda e non l’offerta. Sarebbe come se fosse libera la vendita di armi, ad esempio, e però si punisse chi le acquista. <
Ora, poiché è del tutto evidente che quei provvedimenti non serviranno a stroncare il fenomeno della tratta di esseri umani, in questo caso donne, perseguibile con ben altri mezzi, né a far cambiare mestiere a chi se lo è scelto, c’è da chiedersi il senso di una norma che colpisce il cliente, che della catena è l’ultimo anello e, ad onta dei luoghi comuni, il più debole moralmente.
La prostituta, anche quella volontaria, è sempre vista infatti come una vittima, mentre l’onta morale maggiore ricade sul maschio.
Costui lo si può colpire impunemente perchè non ha armi culturali per difendersi. Additato da decenni al pubblico ludibrio come uno sporcaccione immorale, o come un oppressore di donne, o come un incapace di procurarsi una relazione non a pagamento, il cliente non oserà mai nè dire in pubblico di essere andato con una prostituta, nè di reclamare le ragioni del proprio comportamento. Gli è stata letteralmente tolta la legittimità morale di parola, tanto da spingere alcuni uomini al suicidio per la vergogna di essere stati “scoperti”. In realtà sotto accusa è la sessualità maschile, giudicata oppressiva e “sbagliata” , e in quanto tale da “rieducare” in qualsiasi modo.
Come se tante, troppe “normali” relazioni uomo/donna non fossero compravendite mascherate dietro una patina d’ipocrisia.
Ma in questa vicenda ci sono anche altri aspetti:
1) Il potere che entra nelle camere da letto della gente e rischia di sfasciare le famiglie di quei “delinquenti”. Un esempio perfetto di Stato etico e di moralismo a buon mercato, dove, come sempre, il colpevole per definizione è maschio. E dunque, oltre che etico, anche intriso di razzismo, o se si preferisce di autentico sessismo.
2) Ma dire maschio è insufficiente. Bisognerebbe infatti dire il maschio “povero”, ossia chi non si può permettere la squillo da 500 e passa euro a notte, reclutabile per canali diversi dalla strada. Questo lo chiamo Stato di classe.

















Amato sta mettendo in atto una strategia antiitaliana: si penalizzano i puttanieri (presumibilmente autoctoni) e si premiano le puttane e i magnaccia (tutti extracomunitari). Siete italiani? A breve dovrete girare col distintivo: specie in via di estinzione.
Comment by Nessie — October 1, 2007 @ 9:40 pm