August 21, 2007

Waterworld

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 2:40 pm

Recensione di Armando Ermini

Waterworld
Regia di Kevin Reynolds.
Con Dennis Hopper, Kevin Costner, Jeanne Tripplehorn, Tina Majorino, Michael Jeter, Zakes Mokae, Sab Shimono, Robert A. Silverman, Robert LaSardo, Lee Arenberg, Kim Coates, Doug Spinuzza.
Genere Fantastico, colore 135 minuti.
Produzione USA 1995.

L’ho rivisto in Tv a distanza di dodici anni. Mi era piaciuto anche allora ma in modo, diciamo così, piuttosto generico, senza riuscire a dargli un significato preciso. Oggi quel significato mi appare più chiaro. La parte di umanità scampata a un immenso cataclisma che ha sommerso le terre emerse, è destinata a scomparire vagabondando in mare aperto e in mezzo a mille violenze. Esiste però una residua speranza. Una bambina ha tatuato sulla schiena la mappa misteriosa di una terra, l’unica, non inghiottita dalle acque. E’ il primo elemento archetipico. Al genere femminile, incarnato anche dalla bella Helen che le fa da madre, è affidata la possibilità di conservare una speranza di vita. Ma la bambina è in pericolo, minacciata da una banda comandata da un capo spietato che vuole impossessarsi di quella mappa, ed inoltre nessuno sembra in grado di decifrarla.
A sua difesa si erge il mutante Kevin Kostner , un uomo solitario e emarginato che ha sviluppato un altissimo grado di adattamento alle nuove condizioni di vita acquatica. Dapprima diffidente e scostante riesce pian piano a sviluppare una relazione con la bimba e con la sua madrina, fino a difenderle con ogni mezzo dagli attacchi cui sono sottoposte e trarle in salvo in più di una occasione. Al maschile, dunque, il compito di difendere la vita e guidare l’umanità verso la salvezza, nonché quello di capire che direzione prendere. E’ un uomo saggio ed anziano, infatti, che riesce a interpretare il senso del disegno sulla pelle della bimba, altrimenti muto e inutile.
Alla fine la mitica Dryland sarà raggiunta da un piccolo gruppo di persone, e con essa la salvezza del genere umano è assicurata. Ma il mutante Kostner, e qui è un altro elemento archetipico del maschile, riprende il suo eterno vagabondare nel mare aperto nonostante l’affetto che prova per la bambina e l’attrazione per Helen. Kostner è l’errante, il maschio inquieto sempre in ricerca di qualcosa, forse di se stesso, ma che fa di questa sua inquietudine un prezioso fattore di trasformazione del mondo, novello Ulisse del futuro.

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