August 13, 2007

Problemi in famiglia

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:04 pm

Riceviamo e pubblichiamo.

Buongiorno,
in questo momento di disperazione sto cercando un aiuto per la grave situazione in cui mitrovo.
Sto subendo gli inauditi soprusi della mia convivente, una donna di 50 anni che lasciò la sua famiglia (marito e un figlio piccolo) nel 1991 per stabilirsi con me.
Sono stati anni difficili, travagliati e caratterizzati da molteplici angherie e violenze che ho dovuto ripetutamente subire.
Mio malgrado, ho sempre accettato tutto per amore di mia figlia adesso quindicenne, nata all’ inizio della nostra relazione.
Questa “signora” mi ha portato sull’ orlo del suicidio commettendo nefandezze impensabili ed inaccettabili.
L’ epilogo della vicenda, studiato ad arte, si è verificato tre settimane fa dopo aver candidamente lasciato la casa con la scusa di andare a fare la spesa.
Dopo alcune ore sono arrivati i carabinieri a notificarmi una sua denuncia per maltrattamenti in famiglia, contestandomi il fatto che la avrei ripetutamente minacciata di morte con un martello.
In quel preciso istante mia figlia era con una amica in un altro paese, veniva contattata dagli assistenti sociali su richiesta della madre per essere prelevata dalla mia abitazione ed essere condotta da lei.
Mia figlia, ben al corrente della situazione, ha categoricamente rifiutato ed è tornata a casa dal sottoscritto comunicando alla madre di non desiderare più alcun rapporto con lei.
Negli ultimi sei mesi la bambina era stata ripetutamente presa a schiaffi dalla madre senza alcun motivo, una volta addirittura presa per il collo e sollevata da terra.
Tutto ciò avveniva durante il periodo scolastico al liceo classico di Volterra.
A mia figlia sono state inflitte violenze psicologiche do ogni genere, parole offensive rivolte a lei, al sottoscritto e alla mia famiglia che la ha sempre accudita e cresciuta.
Avevo una attività commerciale intestata a mio nome che lei gestiva di autorità, controllando i rapporti con i fornitori, ordini, documenti fiscali e pagamenti.
Nel 2004 ha emesso 4 assegni a vuoto e malgrado il mio continuo aiuto caratterizzato dalla corresponsione di ingenti somme di denaro sono stato costretto a chiudere perchè sommerso dai debiti.
A mia figlia è stato sottratto il libretto bancario di deposito contenente circa 6000 euro, una somma che i miei genitori le avevano donato in previsione di necessità future.
Lo ha rubato da casa dei miei genitori ed io ne sono venuto a conoscenza soltanto poco tempo fa, durante una mia visita alla banca per effettuare comuni operazioni.
La cassiera mi disse che dei 6000 euro ne erano rimasti poco più di cento.
Tutte le firme per i prelevamenti erano della mia convivente che adesso nega di aver mai prelevao un solo centesimo.
Ininterrottamente, per molti anni, ha depredato mio padre costringendolo a sborsare notevoli somme di denaro, dati quest’ ultimi che sono raccolti nelle agende del mio genitore che na tebneva memoria scritta.
Per tre volte sono stato picchiato con violenza inaudita, la prima nel 2001 davanti agli occhi di mia figlia e mia madre quando mi scaranentò di sotto da una scala a chiocciola e con un calcio mi fratturò un piede.
La seconda nel 2005, mentre potavo alcuni rami di un albero spostò volutamente la scala facendomi sbattere violentemente su un muro con il torace, causandomi la rottura di una costola, profonde ferite, un trauma alla spalla destra e alla colonna vertebrale.
L’ ultimo episodio di violenza risale al giorno prima della sua definitiva uscita di casa, chiudendomi la mano sinistra dentro la porta di casa e spingendola violentemente con un calcio.
Mi ha causato la frattura del dito pollice, tutto questo davanti agli occhi di mia figlia che cercava di soccorrermi.
Ho scoperto, in seguito alla denuncia che ha presentato, che da alcuni mesi si era rivolta ad un centro per donne maltrattate e a mia insaputa aveva chiesto anche l’ affidamento della figlia.
Io ero completamente ignaro, pur consapevole della situazione non certo rosea mai avrei pensato che potesse arrivare a perseguire un simile disegno diabolico.
L’ unica cosa che non aveva calcolato è proprio mia figlia, profondamente legata a me e sicura di non voler intrattenere rapporto alcuno con la madre perchè la ritiene indegna di tale nome.
Adesso mi ritrovo nella condizione di dover uscire dalla casa dove abito perchè il proprietario ci ha dato lo sfratto, tra 15 giorni saremo in mezzo alla strada e la mia convivente gioca proprio sul fatto che non saprò dove portare mia figlia.
Mi minaccia in continuazione telefonicamente, rivolge offese alla figlia che recentemene si è anche rivolta a telefono azzurro per ricevere aiuto ma senza ottenere alcun risultato.
Siamo in condizioni di difficoltà estrema, io non posso e non voglio abbandonare mia figlia. è l’ unico bene che mi rimane e cerco in ogni modo di essere presente anche se psicologicamente sono sull’ orlo del suicidio.
Mi sento talmente male che che penso ripetutamente ad un gesto estremo, la mia voglia di vivere termina qui per colpa di una mascalzona, ladra, bugiarda, violenta e indecente persona.
Lunedì prossimo il mio avvocato presenterà regolare denuncia, a dire il vero più di una denuncia, però per me le cose non cambiano, ormai sono un uomo distrutto che vive ogni giorno come l’ ultimo.
Vi ringrazio per l’ attezione.

Giuseppe Guidi

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