L’ennesimo dono di un uomo
Tragedia fra le onde delle «Saline» mentre imperversava una violenta mareggiata
Palinuro, 26enne annega per salvare le amiche
Amalia Sposito
NAPOLI
I suoi amici lo hanno raccontato tra le lacrime che Pietro Maggiolino, 26 anni, di Brindisi, era morto annegato da «eroe, per salvarli». La tragedia, in pochi istanti, si è consumata nelle acque di Palinuro, località del Salernitano tra le più frequentate dai turisti, a pochi chilometri da Marina di Camerota, lì dove giovedì altre due persone, due elicotteristi, hanno evitato, da eroi, una tragedia evitando di precipitare in una piscina piena di turisti.
Pietro, insieme ad un gruppo di otto amici, a Palinuro era arrivato qualche giorno fa per trascorrere lì le sue vacanze.
Ed è annegato per salvare la vita a tre sue amiche. Secondo quanto reso noto da alcune testimonianze fornite agli uomini della Capitaneria di Porto, Pietro Maggiolini, 26 anni, originario di Brindisi, è morto così, nelle acque di Palinuro, in provincia di Salerno.
Il giovane sarebbe annegato dopo aver messo in salvo tre amiche in difficoltà tra le onde del mare delle «Saline» mentre una violenta corrente trascinava il gruppo a largo.
La tragedia nelle acque di Palinuro (Salerno) è stata causata dalle forti correnti. Michele Serio, bagnino del Lido Le Dune, adiacente alla spiaggia delle «Saline» dove è morto Pietro Maggiolini, racconta le fasi dei soccorsi.
Dice che per due volte, viste le condizioni del mare, aveva avvertito il gruppo di otto amici che stavano facendo il bagno e loro, in entrambi i casi, avevano rassicurato dicendo che era tutto sotto controllo. Poi, in pochi istanti, la tragedia.
«Ho fischiato due volte, soprattutto quando ho visto che si erano allontanati dalla riva – racconta il bagnino – ad un certo punto, un ragazzo è venuto da me dalla spiaggia libera, dove si trovava il gruppo, per chiedermi aiuto. Sono andato io e il mio collega Giovanni Cicia. Io ne ho salvati tre, il mio collega Cicia ne ha salvati altri. Per Pietro Maggiolini non c’è stato nulla da fare, quando lo abbiamo visto tra le onde era già morto».
Il capogruppo di Alleanza Nazionale al Consiglio comunale di Napoli, Luciano Schifone è stato testimone dell’annegamento di Pietro Maggiolini.
«Ero sulla spiaggia di Palinuro dove è annegato quel ragazzo – spiega – l’ho visto travolto dalle onde e poi trasportato a riva esamine».
Schifone denuncia il ritardo dei soccorsi: «Ho provato a chiamare il 118, insieme ad altri bagnanti, alle 13.15 per tre volte, mi dicevano di attendere ed è sempre caduta la linea – sottolinea – Solo alle 13.20 sono riuscito a mettermi in contato con i carabinieri. L’ambulanza è arrivata 20 minuti dopo».
«Forse per quel ragazzo non c’era più niente da fare – conclude – ma è uno scandalo che in momenti di emergenza non si riesca a mettersi in contatto con le strutture preposte ai soccorsi».
(domenica 12 agosto 2007)
















