I padri pagano caro, pagano tutto
Non può vedere il figlio. Padre separato si toglie la vita. Il suo corpo è stato trovato appeso ad un albero. In mano teneva una foto del piccolo. I familiari si erano rivolti a “Chi l’ha visto”. Il dramma dei padri separati, che non possono vedere i loro figli, assume una proporzione sempre più tragica. La vicenda di T.M., 46 anni, torinese, ne è la riprova. Riporta la sua storia Torino Cronaca. “Tutti lo credevano oramai rassegnato alla perdita della moglie, da cui si era separato sei anni fa, e soprattutto dal non poter stare sempre insieme al figlioletto di 10 anni. Invece, improvvisamente e quasi senza dare alcun segnale, T. M., 46enne elettricista residente a Volpiano (To) aveva deciso di farla finita. Aveva fatto perdere le sue tracce mercoledì 13 Giugno quando non si era nemmeno recato a lavoro. E il triste epilogo si è avuto quando un podista lo ha trovato appeso al ramo di un albero in cima al monte Musinè. Impiccato…..Aveva con sè i documenti e, forse, l’ultima cosa che ha visto prima di morire è stata proprio una fotografia del figlio, che ha voluto tenere in mano fino
all’ultimo”. Lo psichiatra Alessandro Meluzzi sostiene che: “Non avere la possibilità di incontrare come si vorrebbe i propri figli è tra tutte le pene che un uomo può sopportare sicuramente fra le più crudeli. Oggi all’interno di una legislazione che privilegia sempre comunque innanzitutto le ragioni della donna, i padri possono trovarsi, al momento della separazione, davvero tragicamente spiazzati. Non è un caso che la Caritas di Trento abbia istituito per i padri neo-separati comunità di accoglienza simili a quelle che si riservano per gli immigrati o per i disabili. E la miseria non è soltanto economica”.
















