Dove sono finiti i padri?
Tratto dal libro di Didier Dumas “Sans père et sans paroles” Paris:
Hachette, 1999 - 225 p.
Dove sono passati i padri? Le rivoluzioni di maggio 1968, il movimento
femminista degli anni 70, una giustizia che privilegia la madre nell’affido
del figlio ed una medicina che, con la procreazione assistita, tende a
sostituirsi al padre; ecco quali sono le tappe di una evoluzione senza
precedenti dei costumi.
Durante gli ultimi 30 anni la figura paterna si è piano piano incrinata. Le
conseguenze sono pesanti.Un numero impressionante di bambini non vede mai il
proprio padre, la delinquenza si sviluppa nelle città e nelle borgate e le
istituzioni incaricate della salute mentale del bambino non sanno più a chi
affidare i bambini. Diventa urgente ridare il proprio posto ai padri e
ridefinire il loro ruolo per lo sviluppo positivo del bambino. Essere padre
non è essere un sostituto della madre. Rappresenta l’occupare nella vita
mentale del bambino un posto dal quale dipende la sua costruzione e la sua
salute psichica.Un bambino viene concepito sia attraverso propositi e
desideri condivisi sia attraverso l’atto sessuale. Se il ruolo della madre è
quello di portare il bambino nel proprio corpo, quello del padre è di
portarlo nei suoi pensieri e desideri.Vietare al bambino di capire che è
frutto del desiderio di entrambi i suoi genitori equivale a condannarlo ad
essere preda di un mono-parentalismo divorante, che gli toglie accesso
all’autonomia e lo rende incapace di integrarsi nella società. Questa “non
conoscenza” del ruolo del padre nella costruzione psichica e spirituale del
bambino rappresenta la prima causa di tutti i disordini mentali. E questi
disordini dovuti alle dimissioni dei padri si trasmettono e si ripetono,
aggravandosi da una generazione all’altra.
















