May 4, 2007

PRIMA LE DONNE E BAMBINI

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:19 pm

di Armando Ermini

E’ la legge non scritta secondo la quale, in caso di pericoli incombenti, gli uomini si fanno carico di mettere in salvo, a costo della propria vita, le donne e i bambini.
E’ sempre stato così. I maschi muoiono per proteggere. Indirettamente, come in guerra quando si oppongono agli invasori , o come quando muoiono a milioni sul lavoro ben sapendo che continuerà ad essere così nonostante tutte le necessarie e indilazionabili misure di sicurezza. O direttamente, quando si gettano nel mare in tempesta o in un incendio per strappare alla morte le compagne o i figli, propri o altrui. O come quando, di fronte alla scelta definitiva, rinunciano alla propria salvezza per consentire quella altrui. Ricordate il Titanic? Nulla è cambiato. Anche nel recente naufragio del traghetto greco Sea Diamon, la parola d’ordine è stata la stessa. “Prima le donne e i bambini”.
Il dono di sé, il sacrificio disinteressato, sono nel dna maschile da sempre. E noi vogliamo che continui ad essere così, che quell’antico ma eterno “codice d’onore”, continui ad essere la bussola che orienta i comportamenti maschili. Perché altrimenti ci vergogneremmo di noi stessi, non saremmo più capaci di guardarci allo specchio.
E come sempre non vogliamo pubblici elogi o titoloni sui giornali. I maschi si accontentano di molto meno, anzi di molto di più. Poche cose. Un riconoscimento silenzioso ma vero come era una volta e, connesso a questo, che cessi la guerra mediatica contro di loro, rappresentati sempre (quasi) come vigliacchi, prepotenti, oppressori. Gli infami manifesti bresciani contro i padri, per fare un solo esempio fra mille, devono cessare di esistere, anzi di essere concepiti.
E si “accontentano” anche di un’altra cosa. Che all’esercizio del potere, da parte di chiunque, anche le donne, corrispondano simmetrici doveri morali e assunzione di responsabilità. Così è sempre stato per il potere degli uomini maschi, spesso più oneroso che “onoroso”, così deve essere anche oggi se non si vuole che diventi privilegio, arbitrio e vera oppressione. Altrimenti, se non si è in grado di assumere obblighi e responsabilità, si rinunci anche al potere “comodo”, quello privo di rischi, ben sapendo d’altra parte che andare in prima linea o in miniera o su impalcature prive di protezione, non è affatto un potere ma un onere vissuto come servizio.
Altrimenti ci troveremo, fra non molto, a vivere in un mondo fatto di sola contabilità di convenienze, arido, conservativo e privo di ogni slancio eroico. E’ quello che sembra prediligere Giuseppe Bizzarro nel suo articolo su www.giubizza.tk “Non ci sono femministe in una nave che sta affondando”. Non che abbia torto nel sottolineare l’uso strumentale che un filone del femminismo fa dei concetti di uguaglianza e diversità, agitati sempre secondo convenienza. E’ la sua “soluzione” ad essere profondamente sbagliata, tutta interna a quella concezione del mondo tipica del femminismo grandematerno che pure dice di voler combattere. Dovremmo imparare a non esserne condizionati ed a non scendere sul suo terreno, che è poi quel mondo senza bisogno di eroi invocato da Bertold Brecht e caro ai suoi epigoni buonisti e politicamente corretti, che lascerebbe tutti profondamente infelici e insoddisfatti. I maschi, che hanno bisogno di sentirsi un po’ eroi per sentirsi maschi, e le femmine, che hanno bisogno di pensare, ammirare e stimare i loro uomini come possibili eroi, anche della semplice e dura quotidianità. Alla fine le cose sono semplici. Guai se uomini e donne se ne dimenticano, come tutto, nel mondo di oggi, spinge a fare. Ma è un mondo, come diciamo da sempre, per niente maschile, ad onta delle apparenze.

11 Comments »

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  1. ottimo

    Comment by Hoka Hey — May 4, 2007 @ 8:23 pm

  2. Quanto lontana dal potere è l’affermazione di sé, quanto allontana il potere l’affermazione di sé.
    Grazie Armando e maschiselvatici per ri-cor-dare la cifra simbolica del maschile, che guarda (mira) in alto, o non è.
    Paolo

    Comment by Paolo — May 6, 2007 @ 2:04 pm

  3. Caro Armando mi associo al tuo “forte sentire”. Da quanto so questo Giubizza sostiene che su una nave che sta per affondare gli uomini o un ragazzetto avrebbero tutto il diritto, prendendoselo anche con la forza, di salvarsi saltando sulla scialuppa e lasciando a morire donne e bambini. Quanto lontana dal maschile è questa posizione di Giubizza, una vergogna per tutti gli uomini impegnati nella ricerca del maschile che ha il suo vero e centrale fondamento nel dono di sè. antonello

    Comment by antonello — May 6, 2007 @ 8:33 pm

  4. Credo che l’immagine-guida del Selvatico, che ha ispirato la ricerca di tanti di noi, sia naturalmente estranea ad ogni approccio “democratico/rivendicazionista” alla questione maschile.
    Il Selvatico ci richiama certo alla realtà, e allora è bene come si fa in questo articolo ricordare la verità del sacrificio maschile, cosa che ci tocca di fare pur essendo a noi non congeniale, come la verità delle discriminazioni legislative subite oggi in molti casi dagli uomini in questa parte del mondo (mentre in altre parti del mondo vediamo donne lapidate (anche) da maschi traditori).
    Certo che l’eroismo non può essere “imposto per legge”, l’importante è l’affermazione della vocazione maschile (magari perdonando le nostre debolezze, perché se non ce le perdoniamo noi, nessuno lo farà).
    L’importante è sapere che affrontare la questione maschile orizzontalmente, esclusivamente in termini di “diritti”, vuol dire già sottomettersi alla Grande Madre, e alla “immaginazione gregaria” da lei spacciata. Vuol dire cioè esserne servi, e perdere se stessi nella “guerra tra i sessi”. Ciao

    Comment by Paolo — May 7, 2007 @ 9:02 am

  5. Non sono per niene d’accordo, percHé ciò che valeva una volta oggi no nvale più.
    Ciò che prima era un punto d’onore oggi è a mio parere servilismo e così ci si presta al gioco del femminismo degenere odierno che vuole per le donne nuovi diritti conservando vecchi privilegi.
    La mia vita oggi vale meno di quella di chi è più giovane di me, ma non di quella di una donna.
    A ogni modo l’articolo “Non ci sono femministe su una nave che affonda” l’ho preso da questa pagina web: http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/n2742007.htm

    Comment by Giubizza — May 19, 2007 @ 7:14 pm

  6. Nell’articolo citato da Giubizza si trova:
    “Lo sguardo nelle facce degli uomini era un misto di confusione e rassegnazione di chi sa di stare facendo il “proprio dovere”, mentre nelle facce delle donne -che molto opportunisticamente sfruttavano la “Cavalleria Maschile” per mettersi in salvo per prime- era facilmente distinguibile un’espressione di paura, tipica di chi sa che la posta in gioco è alta e teme per la propria vita.”

    Ma che faccia dovrebbe avere una donna in una situazione di pericolo mortale in cui sta probablimente rischiando di perdere il proprio uomo se non l’intera famiglia?

    Comment by Administrator — May 20, 2007 @ 8:16 am

  7. In ogni caso il dono di sé deve essere un atto di scleta libero individuale e non imposto da procedure di salvataggio, se un umo vuole sacrificarsi per gli latri bene, alrimenti deve avere l’opportunità di non subire discriminazioni sessiste!

    Comment by Giubizza — July 14, 2007 @ 3:55 pm

  8. Cari Antonello e compagnia cantante, se ci tenete tanto a dare la pelle per le donne fate pure, io invece preferisco salvarmi io e non dare nessuna precedenza a persone solo sulla base del loro sesso.
    Giubizza ha pienamente ragione, non potete imporre il vostro vedere a tutti gli uomini, tenetelo stretto per voi.

    Comment by Mark — January 25, 2008 @ 3:33 pm

  9. C’è questa pessima abitudine di parlare a nome di tutti. Voi volete che sia così, ma voi chi? Io no di certo. Vorrà dire che se ci troveremo su una nave che affonda mi cederete il vostro posto per salvarmi, io di certo non lo cederò a delle emerite sconosciute magari più anziane di me!
    Se volete morire per le donne fate pure cari bravi maschietti, ma i vostri “principi” fateli valere per voi e basta, non coinvolgete tutti gli altri uomini nelle vostre seghe mentali!

    Comment by Franco — December 29, 2008 @ 2:27 pm

  10. Tra l’altro, altra noticina, “è sempre stato così e così sempre sarà” è il discorso tipico dello schiavo: http://it.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo

    Comment by Franco — December 29, 2008 @ 3:16 pm

  11. Per Franco.
    I maschi, da sempre, hanno sempre salvato, mettendo a repentaglio la propria vita, bambini, donne, altri maschi (ad esempio commilitoni). I fatti possono non piacere, ma non si possono negare. La ripetizione costante nel tempo e nello spazio di questo comportamento significa che esiste negli uomini un istinto al rischio disinteressato, al dono di sè in favore degli altri, in generale i più deboli o i più in difficoltà, così come nelle donne è prevalente l’istinto di conservazione e autoconservazione. Potremmo dire che se le donne si sacrificano per i propri figli, gli uomini lo fanno per tutti, senza che ciò significhi considerare la vita altrui più importante e meritevole rispetto alla propria. Pensarlo significa muoversi già nell’ambito del pensiero utilitaristico, assai più femmineo che virile indipendentemente da chi lo esprime.
    Noi maschi possiamo avere, e le abbiamo, molte ragioni per criticare il femminismo e la sua incoerenza contraddittoria, ma se anzichè rivendicare i nostri meriti e pretendere che a fronte degli oneri ci siano anche gli onori, assumiamo, per rancore o spirito di rivincita, gli stessi comportamenti e stili di vita dell’avversario, abbiamo già perduto la partita. Per questa via potremmo raggiungere la parità più totale, ma sarà al ribasso, su un terreno non nostro ed a prezzo dello snaturamento del nostro genere.
    Detto ciò, sappiamo bene di non parlare a nome di tutti gli uomini, nè vogliamo imporre a tutti il nostro punto di vista.
    Comportati dunque come credi meglio. Saranno i lettori a giudicare chi è il “maschietto”. Colui che sgomita e magari calpesta gli altri per salvare se stesso oppure colui che generosamente pensa prima alla vita altrui.
    armando

    Comment by Administrator — December 30, 2008 @ 10:25 pm

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