La pianura
di Paolo Mombelli
In bici, dopo tanto tempo.
Campi assetati, le piantine di mais appena nate che non sanno il proprio destino se il cielo non calerà la pioggia.
Il grano tenero e l’orzo già spigati a un passo dalla maturazione con un mese di anticipo. Il loglietto è fieno nelle stalle, maggengo d’aprile.
Soltanto l’erba medica, che non teme la sete, colora di verde intenso tratti di orizzonte.
I contadini dovranno ascoltare il clima che cambia e cambiare le colture, in fretta.
Lungo i fiumi e le rogge, anche se ridotti a rivoli d’acqua, i pioppi rigogliosi si abbandonano ad una pioggia di cotone finissimo, quasi seta, un tempo storia di bachi, gelsi e farfalle.
Le robinie piangono grappoli di fiori bianchi dal profumo intenso e dolce.
Chi crede che la pianura sia un luogo piatto, non sa della forza e della pazienza del fiume.
















