April 19, 2007

Dietro le sbarre ma papà!

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 9:25 am

di C. Brivio

Su Avvenire on line di oggi 19 aprile 2007, il grande tema delle mamme con figli minori di tre anni in carcere: tutti si stanno giustamente attivando per attrezzare spazi familiari e non carcerari. Viene accennato anche al
tema dei figli dei genitori in carcere e del diritto loro e dei genitori ad avere e fare i genitori comunque.
Mi sembra ignorato il diritto dei papà di frequentare i figli sotto i tre anni in ambienti familiari,come garantito invece alle madri. Perchè? Per i figli dopo i tre anni, è appena accennato il diritto dei papà di fare i papà anche dietro le barre e quello dei figli di avere comunque un papà accessibile. Un tema che mi piacerebbe molto mettere a fuoco o qualcuno mettesse a fuoco. I papà in carcere sono decine di migliaia, i figli orfani della loro paternità altrettanti se non di più. Che fare? Mi sembra anche da questo articolo su Avvenire che per i padri carcerati non c’è la minima sensibilità. Si parla di genitori, termine oggi usato per seppellire definitivamente il padre di cui non solo non c’è traccia ma quella che ancora c’è la si nasconde sotto il termine genitore. Privati della libertà è già tragico, ma perchè anche privati della possibilità di essere padri? mi sembra una follia. Anche perchè il mantenimento di ruoli familiari così importanti è decisivo per la possibilità di reinserirsi definitivamente nella società, una volta usciti dal carcere.Dietro le sbarre ma papà! una dignità che non può essere denegata da nessuno, uno status ed una funzione che deve essere preservato comunque.

1 Comment »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2007/04/19/dietro-le-sbarre-ma-papa/trackback/

  1. http://visionimarziane.blogspot.com/2006/06/la-testimonianza-pi-dura.html

    dai commenti: vincenzo ha detto…

    beh… ho letto tutti i vostri commenti e desidero aggiungere qualcosa in più.
    Io ho conosciuto Antonio faccini, l’Antonio che aveva già commesso quel’orribile crimine.
    Posso dirvi questo: nessuno, pur sforzandosi pur scavando nel fondo proprio animo, potrà mai immaginare, potrà mai capire e sentire quanto orribile, quanto disumana sia stata quell’ azione più di quanto la senta lui.
    Ho conosciuto Antonio e per sei lunghi mesi, 24 ore su 24, siamo stati gomito a gomito.
    E’ difficile per me scrivere quello che di lui ho capito e quanto questo mi ha turbato, non sono uno scrittore e pur sforzandomi sarò sempre lontano dall’esprimere tutto quello che ho visto in lui.
    avrebbero dovuto aiutarlo, avrebbero dovuto impedire che l’amore per suo figlio misto al terrore di perderlo si trasformasse in follia.
    La colpa è sempre degli altri? No, non è sempre degli altri ma in questo caso, cari miei…
    Lui vive in una cella del carcere di alba di due metri per tre, con la foto di Ale,la stessa foto che è postata su questo blog, sul comodino. Lui, come un bambino spera che passi la notte e che il giorno si porti via gl’incubi, vive il suo eterno incubo giorno dopo giorno sperando che qualcuno lo porti via.
    qualcuno deve aiutarlo, non basta chiudere per tutta la vita una persona come lui in una stanza chiusa per sentire questa società migliore.
    i giorni passano uno dopo l’altro lui è la, sempre davanti allo stesso muro, sempre davanti alla realtà della sua coscienza che gli dice: sei un mostro.
    No, Antonio non è un mostro.
    dovreste parlargli, dovreste scrivergli, dovreste imparare a capire.

    Comment by marco baldasari — April 20, 2007 @ 2:29 am

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design