Sull’omosessualità (I)
Un commento/critica di Giuseppe Girimonti Greco
Accettate davvero critiche pacate?
Sono omosessuale e quel che ho appena finito di leggere (vedi articolo) mi dà una tristezza infinita. Ci sono equivoci insormontabili, a quest’ora della notte scoprire che una fetta enorme di potenziali interlocutori virtuali … mi muoiono addirittura le parole in bocca: come si fa a ridurre l’eventuale contraddittore ad un soggetto condizionato dall’ideologia (gay nella fattispecie) a priori? Privandolo così in anticipo del diritto di replica in qualche modo, giacché ogni obiezione è già contenuta nel ‘testo’ di partenza. Se io per esempio adesso dicessi che l’espressione ‘uscire dall’omosessualità’ mi sembra del tutto incomprensibile, voi replichereste che “per forza, lei è condizionato dalla ideologia gay”. Un terapeuta, quale che sia la sua formazione, il suo orientamento, ecc., dovrebbe preoccuparsi solo del benessere della persona che ha davanti, e non ‘tematizzare’ il malessere che il paziente gli porta davanti con un etichetta: quandanche sia il paziente ad usare l’etichetta “voglio uscire da questa condizione omosessuale che mi rende infelice” all’analista, al terapeuta spetterebbe il compito, a mio umile avviso, di curare il malessere, a prescindere dal fatto che il paziente lo identifichi con la ‘condizione omosessuale’; quell’ipotetico paziente potrebbe, per esempio, vivere la propria ‘condizione’ poco bene per motivi non legati alla natura del suo orientamento, ma ad altri fattori. Quindi perché prendere alla lettera quello che viene presentato come un ‘grido di dolore’ (”voglio uscire dalla mia omosessualità”), quando magari un terapeuta può usare una strategia terapeutica più funzionale: in alcuni casi far sì che il paziente si ‘trovi meglio’ in quella condizione, piuttosto che fargli fare la fatica di assumerne un’altra, quasi si trattasse di cambiar abito … ma mi sembra di sprecare il fiato, perché non ho visto qui sopra un invito al dialogo: siete un po’ endogamici e autoreferenziali o mi sbaglio? forse questo intervento non sarà neppure pubblicato. E sarebbe una cosa amara …
















