I funerali di Welby
di A. Ermini
La curia romana ha negato a Welby i funerali religiosi, come suo diritto. Personalmente avrei forse preferito che li avesse concessi, in forma strettamente privata e senza nessuno dei corifei della morte al seguito. E’ solo una mia opinione, e capisco bene anche i motivi del no, frutto inevitabile della voluta politicizzazione e pubblicizzazione di una vicenda comunque dolorosa.
Quello che però è inaccettabile è il modo con cui si è reagito al diniego. Subito, i soliti che pretendono di insegnare agli altri il loro mestiere sono saltati sù gridando che è contro la misericordia divina etc. etc. Prima si fanno battaglie esplicitamente e dichiaratamente contro la concezione religiosa e poi si pretende il perdono e la misericordia. Perchè questo è il punto. Perdono e misericordia si chiedono, è umanissimo chiederli. Chiederli appunto, rimettendosi con umiltà al giudizio di chi si è combattuto, non pretenderli come un diritto.
Siamo alle solite. La rivoluzione con perdono prepagato, in modo che non vi siano conseguenze!
Che il can can lo facciano i radicali non mi sorprende. Fa parte dello loro tattica politica, e peggio per chi non se ne accorge (peggio anche per noi, però). Ma i tanti commentatori che hanno criticato la decisione della Curia? E la stessa famiglia?
E’, credo, un segno dei tempi, della mancanza di capacità virile, si, proprio virile, di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e dell’incapacità di un atto di umiltà, la quale non abbassa affatto l’uomo, semmai lo innalza.
















