December 16, 2006

Libertà di scelta

Filed under: Bioetica - Administrator @ 10:06 pm

Di A. Ermini

Su Il Foglio del 14/12/2006, Eugenia Roccella ci informa che in Usa, secondo una ricerca della Johns Hopkins University, ben il 3 % delle cliniche in cui si pratica la fecondazione artificiale ha utilizzato la diagnosi pre-impianto per far nascere bambini con specifici handicap, su richiesta dei genitori.
Sembra che il caso delle due lesbiche sordomute che nel 2002 vollero una figlia con le stesse caratteristiche abbia fatto scuola. Gli handicap che vanno per la maggiore sono il nanismo e la sordità, per ora.
Così, dopo gli esegeti del miglioramento della specie, fra cui la Roccella cita il radicale (anche cattolico, credo) Antonio Tombolino, ora arrivano quelli del peggioramento.
La cosa ha una sua logica stringente. Una volta ammesso che ogni desiderio diventa un diritto soggettivo inalienabile, traducibile in realtà non appena possibile (ricordate un famoso slogan femminista: Unica legge, il desiderio?), non si vede perché dovrebbe essere vietato avere figli portatori di handicap. C’è forse qualcuno abilitato a definire cosa sarebbe la normalità? E in nome di chi e cosa? E non si rendono conto, i fautori del politicamente corretto, che arrogando a loro stessi il diritto di definire cosa sia il bene o la soglia sotto la quale una vita non vale la pena di essere vissuta, in realtà escludono milioni di persone che hanno avuto la “sventura” di nascere e che certo non li ringrazieranno?
Ci sono aberrazioni che talvolta, purtroppo, servono a mostrare fino in fondo la logica di certe concezioni apparentemente innocue e tese a soddisfare desideri legittimi, come quello di avere un figlio sano. E’ esattamente lo stesso per l’utero artificiale, deprecato da tante femministe favorevolissime invece alla procreazione artificiale, perché metterebbe in discussione la centralità materna nella procreazione. Ma di che si lamentano tutti costoro? Chi vuole un figlio handicappato o chi sogna una maternità senza madre, è perfettamente speculare a chi vuole un figlio perfetto o una maternità senza padre.
Ed è la dimostrazione che quando cade la consapevolezza del limite, necessario affinché qualsiasi cosa abbia una forma, si sconfina nell’onnipotenza e nella follia. Come quella del prof. Veronesi che nel suo ultimo libro, “La libertà della vita” (Raffaello Cortina), auspica che la clonazione riproduttiva diventi il metodo di riproduzione ordinario, la strada verso la “quasi felicità”, che per lui è legata alla scomparsa del desiderio sessuale che lacera e genera competitività. Il futuro ermafrodita, placata l’ansia di bisessualità che è profondamente radicata in noi, assurge così ad un ruolo simile a quello della divinità, lontana dalle miserie dell’umano.
Lasciatemi dire che a questi apprendisti stregoni, io preferisco il tradizionale oscurantismo. Quello in cui è il caso a governare il succedersi delle generazioni, perché unica garanzia di libertà e di uguaglianza. Certo, il caso implica l’accettazione del limite, proprio e altrui, e un amore non condizionato dall’imperfezione.
E preferisco anche, all’autosufficienza dell’androgino ermafrodita, l’antico desiderio per una donna, quello che fa palpitare il cuore, lanciare sguardi immancabilmente definiti lubrichi, e anche la voglia di farci un figlio, chissà. Un figlio come viene viene, s’intende. E che magari non ho neanche il coraggio di invitare a cena, tanto mi piace. Confesso: sono un relitto della storia.

Comments »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2006/12/16/liberta-di-scelta/trackback/

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design