December 29, 2006

Giuseppe superstar

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 2:34 pm

di G. Venturini

Titolo Originale: NATIVITY
Regia: Catherine Hardwicke
Interpreti: Shohreh Aghdashloo, Keisha Castle-Hughes, Eriq Ebouaney, Ciarán Hinds, Oscar Isaac, Matt Patresi, Ted Rusoff
Durata: h 1.30
Nazionalità: USA 2006
Genere: racconto

Ieri sera sono andato a vedere Nativity.
Cinema Europlex. Sesto S.Giovanni. A Milano non c’è in nessun cinema, eppure è Natale. Nemmeno fossimo in agosto…
Giuseppe è IL PADRE.
Gesù non potrebbe avere padre più forte, coraggioso, affettuoso. Parole di Maria.
Nessun Gesù senza Giuseppe, è più che evidente.
Eravamo in 30 nella sala vuota. Milano, 26 dicembre, 3 milioni di abitanti. Share 0.001%.
Il padre non tira. Non fa Olé!. Non rimorchia bionde nude in camera d’albergo.
Fa cose di poco conto, come sfidare il potere, sfidare il disprezzo di tutto il paese, credere nei sogni, togliersi il pane dalla bocca per gli altri, camminare fino a farsi uscire il sangue dai piedi e prendere serpenti con le mani per proteggere la sua donna, e il suo bambino. Il bambino che salverà tutti.
Il film è delizioso, come il vento leggero, quello su cui viaggia Dio. Si concede la leggerezza di una bella favola, con fine lietissimo. La buona novella, appunto.
Alcune schede schede film lo definiscono “drammatico”, oppure “religioso, storico”.
Beata Maria. che ha avuto Giuseppe. E noi trenta al cinema.

December 28, 2006

ANCHE LO TSUNAMI E’ MASCHILISTA

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 10:57 pm

di A. Ermini

Sul quotidiano Il Bologna del 27 dicembre, Cristina Ledi, a pag. 15, firma un articolo sull’evento che due anni orsono sconvolse il mondo.
Si sottolinea, riporto esattamente, che “In totale lo tsunami ha fatto 229.361 morti, 169mila sono i morti e i dispersi in Indonesia, 2672 i turisti morti. Tre a uno è il rapporto delle donne e dei bambini morti rispetto agli uomini.”
La presunta parzialità dello tsunami è evidenziata anche dal sottotitolo: “Le vittime sono donne e bambini.”
La realtà è molto semplice, invece. Poichè i bambini sono circa la metà di quelle popolazioni, gli uomini un quarto ed altrettanto le donne, la distribuzione dei morti nel rapporto di tre a uno corrisponde esattamente alla composizione demografica.
Perchè allora si costruisce l’articolo in quel modo? Prescindendo dalla stupidità, che pure abbonda nel mondo della carta stampata, c’è una sola spiegazione.
Viviamo ormai in un clima così velenoso e rancoroso contro il genere maschile, che qualsiasi evento è risportato in modo tale da far apparire gli uomini privilegiati e le donne svantaggiate. Un vero e proprio riflesso condizionato, in forza del quale il modo con cui si danno le notizie risponde unicamente al dover dimostrare il privilegio maschile, anche a costo di distorcere verità in sè banali.
E non credo che la giornalista (chiamiamola così per convenzione) l’abbia fatto ad arte. E’ probabile che, condizionata dall’ideologia antimaschio, non si sia neanche accorta di stare scrivendo una cretineria. Il che è un’aggravante, perchè dimostra quanto sia penetrato in profondità il pregiudizio, che ha anche un altro aspetto. La vita degli uomini non conta nulla. Le vittime sono donne e bambini, recita il sottotitolo, come se i morti maschi, pur sempre un quarto, non esistessero neppure.
Un pezzo, nel complesso, di perfetta disinformazione che le scuole di giornalismo dovrebbero far analizzare agli allievi come esempio negativo. Non accadrà, stiamocene certi.

December 27, 2006

Buon 2007

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 9:20 am

DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE SULLE DONNE

art. 4: Vietate ritrarre la donna in pubblicità in modo offensivo, discriminatorio e vessatorio.

di A. Ermini

Bravi Ministri Mastella Pollastrini Bindi.
Non se ne può più di vedere le donne raffigurate in modo offensivo nelle immagini pubblicitarie.
Ne va della dignità di metà del genere umano e sono discriminanti e diseducative. D’ora in poi vederemo solo immagini come queste.
Non discriminano, non vessano, non offendono, anzi educano, magari con maniere un po’ forti, ma come si dice, “quando ci vuole ci vuole”.
E poi si tratta solo della metà maschile, e quasi quasi ben gli sta.
Ministri Mastella Pollastrini Bindi, vi rendete conto che si tratta di sessimo e razzismo, o vi sta bene così, come io temo?

December 26, 2006

I funerali di Welby

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 4:56 pm

di A. Ermini
La curia romana ha negato a Welby i funerali religiosi, come suo diritto. Personalmente avrei forse preferito che li avesse concessi, in forma strettamente privata e senza nessuno dei corifei della morte al seguito. E’ solo una mia opinione, e capisco bene anche i motivi del no, frutto inevitabile della voluta politicizzazione e pubblicizzazione di una vicenda comunque dolorosa.
Quello che però è inaccettabile è il modo con cui si è reagito al diniego. Subito, i soliti che pretendono di insegnare agli altri il loro mestiere sono saltati sù gridando che è contro la misericordia divina etc. etc. Prima si fanno battaglie esplicitamente e dichiaratamente contro la concezione religiosa e poi si pretende il perdono e la misericordia. Perchè questo è il punto. Perdono e misericordia si chiedono, è umanissimo chiederli. Chiederli appunto, rimettendosi con umiltà al giudizio di chi si è combattuto, non pretenderli come un diritto.
Siamo alle solite. La rivoluzione con perdono prepagato, in modo che non vi siano conseguenze!
Che il can can lo facciano i radicali non mi sorprende. Fa parte dello loro tattica politica, e peggio per chi non se ne accorge (peggio anche per noi, però). Ma i tanti commentatori che hanno criticato la decisione della Curia? E la stessa famiglia?
E’, credo, un segno dei tempi, della mancanza di capacità virile, si, proprio virile, di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e dell’incapacità di un atto di umiltà, la quale non abbassa affatto l’uomo, semmai lo innalza.

December 18, 2006

Transgender

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:57 pm

di Armando Ermini

Andrei Dalby, “insigne” studioso britannico dell’antichità, ne è certo. Omero era una donna. Non è il primo ad ipotizzarlo ma i suoi argomenti sembrano irresistibili. Non solo una fine conoscenza dell’animo femminile, dei costumi e dei discorsi fra donne. La prova definitiva è un’altra. La cura che l’autrice dell’Odissea avrebbe messo nel salvaguardare l’onore di Penelope. Se Omero fosse stato maschio, che gliene sarebbe fregato? Colpiti!!
E non finisce qui. Già qualcuno ha ipotizzato la stessa cosa per Shakespeare, ma il prossimo classico a mutar di sesso sarà per forza di cose padre Dante.
Tanto gentile e tant’onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta………………….
Ammettiamolo, tanta sensibilità e delicatezza non sono robe da maschi ottusi. E chi più onorata e pura di Beatrice? Si può facilmente ipotizzare un complotto dei Templari e dell’Opus Dei, gli stessi che avrebbero, vedete che qualcuno ci proverà, fatto passare Gesù per un volgare maschio.
Noi chiediamo solo una cosa, naturalmente con l’ umiltà che si addice a gente tanto rozza.
Credevamo, almeno così ci è stato fatto sapere da decenni, che l’onore femminile fosse un’ossessione maschile e il modo con cui il Patriarcato ha voluto nei millenni controllare e subordinare la sessualità femminile.
Fateci sapere, allora, per cosa dovremmo sentirci in colpa, oltre naturalmente che di essere maschi (questo è chiaro anche a noi, nonostante il nostro cervello malfunzionante): di esserci appropriati del nome e del talento di così tanti geni femminili, oppure di aver represso la loro sessualità?
Così, tanto per non sbagliare a parlare nei salotti radical- chic frequentati da tante signore emancipate.
PS. Ma è così sicuro che Margaret Tatcher fosse una donna, oppure un maschio mascherato, ovviamente dall’Opus Dei, per far fare brutta figura al genere femminile?

December 17, 2006

Un vicolo a Chiavenna

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 9:18 am

di F.Gringeri

Vicolo a ChiavennaIl vicolo, mi sembra, si addica proprio all’uomo selvatico.

Alla platealità del viale preferisce la segretezza del vicolo.

Sceglie la “via stretta”, magari con un acciottolato un po’ sconnesso, alla “via facile” del viale asfaltato a rapido scorrimento.

Ricerca un luogo “solingo” che richiede un passo tranquillo e rifugge la fretta e l’affollamento caotico.

Certo, il selvatico ama la luce, più che l’oscurità.

Ma alla piattezza di un viale soleggiato, credo prediliga proprio il vicolo dove l’alternarsi di luci e ombre dona profondità alla vista e al cuore.

December 16, 2006

Libertà di scelta

Filed under: Bioetica - Administrator @ 10:06 pm

Di A. Ermini

Su Il Foglio del 14/12/2006, Eugenia Roccella ci informa che in Usa, secondo una ricerca della Johns Hopkins University, ben il 3 % delle cliniche in cui si pratica la fecondazione artificiale ha utilizzato la diagnosi pre-impianto per far nascere bambini con specifici handicap, su richiesta dei genitori.
Sembra che il caso delle due lesbiche sordomute che nel 2002 vollero una figlia con le stesse caratteristiche abbia fatto scuola. Gli handicap che vanno per la maggiore sono il nanismo e la sordità, per ora.
Così, dopo gli esegeti del miglioramento della specie, fra cui la Roccella cita il radicale (anche cattolico, credo) Antonio Tombolino, ora arrivano quelli del peggioramento.
La cosa ha una sua logica stringente. Una volta ammesso che ogni desiderio diventa un diritto soggettivo inalienabile, traducibile in realtà non appena possibile (ricordate un famoso slogan femminista: Unica legge, il desiderio?), non si vede perché dovrebbe essere vietato avere figli portatori di handicap. C’è forse qualcuno abilitato a definire cosa sarebbe la normalità? E in nome di chi e cosa? E non si rendono conto, i fautori del politicamente corretto, che arrogando a loro stessi il diritto di definire cosa sia il bene o la soglia sotto la quale una vita non vale la pena di essere vissuta, in realtà escludono milioni di persone che hanno avuto la “sventura” di nascere e che certo non li ringrazieranno?
Ci sono aberrazioni che talvolta, purtroppo, servono a mostrare fino in fondo la logica di certe concezioni apparentemente innocue e tese a soddisfare desideri legittimi, come quello di avere un figlio sano. E’ esattamente lo stesso per l’utero artificiale, deprecato da tante femministe favorevolissime invece alla procreazione artificiale, perché metterebbe in discussione la centralità materna nella procreazione. Ma di che si lamentano tutti costoro? Chi vuole un figlio handicappato o chi sogna una maternità senza madre, è perfettamente speculare a chi vuole un figlio perfetto o una maternità senza padre.
Ed è la dimostrazione che quando cade la consapevolezza del limite, necessario affinché qualsiasi cosa abbia una forma, si sconfina nell’onnipotenza e nella follia. Come quella del prof. Veronesi che nel suo ultimo libro, “La libertà della vita” (Raffaello Cortina), auspica che la clonazione riproduttiva diventi il metodo di riproduzione ordinario, la strada verso la “quasi felicità”, che per lui è legata alla scomparsa del desiderio sessuale che lacera e genera competitività. Il futuro ermafrodita, placata l’ansia di bisessualità che è profondamente radicata in noi, assurge così ad un ruolo simile a quello della divinità, lontana dalle miserie dell’umano.
Lasciatemi dire che a questi apprendisti stregoni, io preferisco il tradizionale oscurantismo. Quello in cui è il caso a governare il succedersi delle generazioni, perché unica garanzia di libertà e di uguaglianza. Certo, il caso implica l’accettazione del limite, proprio e altrui, e un amore non condizionato dall’imperfezione.
E preferisco anche, all’autosufficienza dell’androgino ermafrodita, l’antico desiderio per una donna, quello che fa palpitare il cuore, lanciare sguardi immancabilmente definiti lubrichi, e anche la voglia di farci un figlio, chissà. Un figlio come viene viene, s’intende. E che magari non ho neanche il coraggio di invitare a cena, tanto mi piace. Confesso: sono un relitto della storia.

December 11, 2006

Il Maschio violento colpisce ancora

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 9:55 pm

di A. Ermini
IL MASCHIO VIOLENTO COLPISCE ANCORA

Padova.
La violenza maschile contro le donne non ha fine. Sabato 9 dicembre un cinquantenne, non solo maschio ma forse anche padre di famiglia, si è gettato con bestiale violenza contro una ragazza venticinquenne per………….salvarla dall’attacco di due Rotweiler. Venendo a sua volta ferito, le ha fatto scudo col suo corpo, ed ha salvato la vita alla giovane donna, a cui sono stati applicati 100, dicasi 100, punti di sutura. Tanto più subdola e pericolosa, quell’azione “di chiaro stampo maschilista”, perchè fatta per dimostrare che le donne avrebbero ancora bisogno degli uomini, concetto contrario all’indipendenza e alla parità femminili. Si è trattato, è chiarissimo, di un rigurgito dissimulato di oppressione patriarcale, con il quale il maschio intende ribadire la sua supremazia.
Attendiamo con ansia:
a) apposito manifesto del Comitato Padovano per le Pari Opportunità e di CGIL/CISL/UIL.
b) Dichiarazione indignata dei ministri Pollastrini e Amato.
c) Articolo di Liberazione con foto a tutta pagina e titolo: “MASCHIO VIOLENTO”, nonchè approfondita analisi di un intellettuale di punta de Il Manifesto. E peccato che Furio Colombo non sia più direttore de L’Unità, altrimenti un bell’editoriale non ce lo avrebbe fatto mancare. Supplirà La Repubblica.

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