November 15, 2006

Oggi deliri criminali, ma domani?

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 11:56 pm

di A. Ermini
Ci sono arrivati prima del previsto…
Quelli del Royal College of Obstetricians and Gynecologists inglese ritengono che si “dovrebbe considerare più radicalmente la non-rianimazione, la rinuncia alle cure, i test sul vero interesse da tutelare e l’eutanasia come nuove soluzioni [sic!] nei casi di neonati gravemente malati.” (fonte: Brescia Oggi del 7/11/06).
“Se l’accorciamento della vita [!] e l’intervento deliberato per uccidere i neonati [!!!] fossero possibili si avrebbe un impatto notevole sulle decisioni di ostetricia, e si potrebbero anche prevenire alcuni casi di aborti tardivi [quelli consentiti anche al settimo mese di gravidanza. Ndr] perché i genitori sarebbero più fiduciosi nel correre il rischio di continuare la gravidanza”.
L’eutanasia attiva, secondo il Royal College, potrebbe essere la soluzione alle atroci sofferenze e agli alti costi economici che devono sopportare le famiglie con figli nati in tali condizioni.
Ecco dunque la soluzione finale , o meglio iniziale”, al problema delle spese sanitarie, dell’aborto, e delle sofferenze. Uccidiamoli subito. Ma subito quando, viene da chiedersi. Due giorni, un anno, trenta, che differenza farebbe? Forse un giovane o un adulto gravemente malati valgono più di un neonato nelle stesse condizioni? E perché mai?
Negli stessi giorni un gruppo di scienziati britannici ha chiesto alla Hfea, l’autorità competente nel campo della fecondazione artificiale ed embriologia, di creare embrioni usando materiale genetico umano e bovino, con lo scopo di fare “ricerca sulle cellule staminali volta a curare malattie come il morbo di Parkinson, quello di Alzheimer e l’ictus.” (Fonte: Avvenire del 8/11/06).
Tranquilli però. Dopo che gli scienziati avranno estratto le staminali, l’embrione sarà distrutto entro il 14 giorni dalla sua creazione. Dunque, nessun problema morale ed etico, per quei ricercatori.
Come era facilmente prevedibile, le due notizie hanno generato reazioni molto polemiche. Un parlamentare laburista ha paragonato la proposta del Royal College sull’eutanasia attiva agli esperimenti genetici nazisti, mentre per la Commissione sui diritti dei disabili, “E’ moralmente deprecabile dare alla vita di qualcuno un valore maggiore di quella di un altro”.
Sulla creazione di embrioni chimera si è espressa in toni durissimi Josephine Quintavalle, direttrice del gruppo “Comment on Reproductive Ethics”. “E’ una cosa ripugnante. E’ il tipo di scienza più folle che si possa immaginare”, ha detto.
Tutto bene, sembrerebbe allora. Possiamo classificare queste proposte fra i deliri criminali di pseudo scienziati faustiani e passare ad altro?
Non credo proprio. In primo luogo perché queste proposte non nascono in paesi preda di follia criminale come la Germania nazista, ma in una delle più avanzate democrazie del mondo libero. E se proprio lì simili proposte possono essere discusse senza provocare una rivolta morale nei governi e nell’opinione pubblica, tanto che i media le trattano ormai come normali notizie di cronaca, allora significa che la situazione è già deteriorata gravemente. Cosa accadrà , o forse già accade, nelle tante dittature del mondo, non appena avranno le conoscenze adatte?
In secondo luogo perché quella dei piccoli passi, delle proposte reiterate e tenaci nonostante le iniziali ripulse, è una tecnica precisa e sperimentata per far si che le opinioni pubbliche abbassino la guardia e piano piano accettino la discussione su quei temi come una normale divergenza di opinione, in qualche modo componibile con appropriati compromessi che spostino sempre un po’ in avanti il limite del lecito. Ce lo ha ricordato un grande scienziato come Testart, e ci sono molti esempi in proposito. Ne cito uno. A metà degli anni ’90, un uomo di cultura ed ex ministro della repubblica, Giovanni Berlinguer, si dichiarò nettamente contrario alle tecniche di fecondazione artificiale, con forti argomenti di ordine morale, sociale e antropologico. In sei anni o poco più, tempi brevissimi quindi, la sua metamorfosi, e quella del suo partito, è stata stupefacente, fino a schierarsi in prima linea a favore dei referendum sulla legge 40.

6 Comments »

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  1. Forse invece che avere come fonte ‘Brescia oggi’ bisognerebbe leggere cosa pensa davvero il ‘famigerato’ (sic!) Royal College of Obstetricians and Gynecologists …e non cedere alla demagogia facile di dare dei ‘nazisti’ a tutti…..

    Comment by inyqua — November 16, 2006 @ 10:53 pm

  2. Mi trovo d’accordo con i Selvatici ed Ermini, e aggiungerei che c’è una strana somiglianza tra la Germania nazista e la direzione contro la vita di alcune democrazie occidentali: in entrambi i casi si tratta di società che si configurano (o si spacciano) come esempio di razionalità e avanzamento culturale. Non a caso era la Germania dei grandi filosofi e della tecnica, non del Terzo mondo. Mi sembra anche utile e inteligente ascoltare la voce di piccoli giornali, attenti in realtà alla voce della comunità, e molto meno mi fido delle grandi riviste scientifiche e dei grandi media, spesso ideologizzati e volti alla manipolazione delle coscienze, all’espropriazione dell’immaginario delle comunità, alla colonizzazione della mentalità dei giovani (come diceva la Scuola di Francoforte, che probabilmente Berlinguer conosceva bene, molto meglio dei suoi attuali epigoni che l’hanno svenduta per quattro lire, giocate sulla pelle dell’uomo senza voce, silente, al margine). Antonello

    Comment by Antonello Vanni — November 17, 2006 @ 10:35 am

  3. Certo che Brescia oggi è una fonte attendibile?

    I paragoni col nazismo sono fuori luogo.

    Prima di farli bisognerebbe almeno conoscere la storia.

    Scrivere cazzate su un giornale spacciandole per verità scientifiche, anche se destinati a menti semplici non è deontologicamente corretto.
    Mi fermo ma molto ci sarebbe da dire.

    Comment by zanzara — November 17, 2006 @ 2:20 pm

  4. Mi stupisco che ci si soffermi sull’attendibilità del giornale e non sul contenuto specifico del post. Le frasi decisive erano riportate tra virgolette e quindi non ho motivo di dubitare. E dunque stiamo sull’oggetto; si dice che si può considerare l’ipotesi di uccidere un bambino nato con grave malformazioni. E che ciò potrebbe scoraggiare gli aborti.
    Ma secondo voi, se non è delirio, cos’è?
    Eugenio

    Comment by Administrator — November 17, 2006 @ 10:43 pm

  5. BSoggi ed Avvenire virgolettano le frasi che ho riportato, anch’esse virgolettate, nel mio commento. Dunque le si devono ritenere autentiche. Non ho scritto che quelli del Royal College sono nazisti, e certo le loro intenzioni consapevoli sono molto diverse. Ed è proprio questa la cosa più drammatica. Non riuscire a percepire che il sogno di una umanità perfetta e immune dal dolore, non solo ha le stesse radici dei folli sogni di rigenerazione dell’uomo tipici delle ideologie del ‘900 che hanno prodotto i peggiori genocidi della storia, ma produce conseguenze simili. Anche i nazisti uccidevano i bimbi disabili, ed oggi i Nordcoreani (vedasi, su questo stesso blog, L’eugenetica di stato e i cattivi maestri ) non fanno diversamente. Che accada in nome della purezza della razza o per eliminare il dolore dal mondo, il risultato non cambia. Semmai l’esetticità delle moderne metodiche eleva il pericolo perchè ne abbassa la soglia di percezione. D’altra parte l’eugenetica è nata in ambienti progressisti e praticata in Stati con governi liberali e socialdemocratici, oltre che nella Germania hitleriana (vedasi su www.maschiselvatici.it Accade Oggi, Bioetica, Eugenetica).
    E dunque di questo si dovrebbe parlare entrando nel merito degli argomenti, invece di scandalizzarsi per un accostamento che non è politico, ma semmai culturale.
    A. Ermini

    Comment by Administrator — November 17, 2006 @ 11:46 pm

  6. Purtroppo, ormai, sta diventando persino antistorico accostare certi deliri al nazismo, che evidentemente son ben più radicati in una certa malattia spirituale dell’uomo.
    Di cui certa scienza, e i suoi “so-tutto-io” divulgatori, sono compiuta espressione.
    Ciao, Paolo

    Comment by Paolo — November 18, 2006 @ 10:42 am

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