November 24, 2006

STRATEGIE COMUNICATIVE. IL MARITO ? UN FASTIDIOSO ACCESSORIO DA CAMBIARE A PIACIMENTO.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 9:32 pm

di A. Ermini

Qualche tempo addietro Telecom fece una campagna pubblicitaria sull’importanza sociale della comunicazione scomodando i grandi della storia, fino a Gandhi. In questi giorni la stessa Telecom, in uno spot che reclamizza una sua offerta commerciale, ci comunica che i mariti sono solo fastidiosi accessori che potrebbero essere sostituiti senza drammi. Riassumo per chi non lo conoscesse. Lui, seduto ad un tavolo, sgrida la moglie per certi suoi regalucci troppo costosi, poi si accinge con terrore a prendere visione della bolletta telefonica, scoprendo invece che è poco costosa perché la moglie ha aderito ad una offerta commerciale della compagnia. Se ne compiace, ma si appropria del merito e conclude: “Se non ci fossi io in questa casa….”. Al che la moglie gli risponde, molto serafica e tranquilla: “Ci sarebbe un altro”. Fine dello spot.
Chiarissimo: un marito, dal momento che c’è, a qualcosa servirà pure (a portare i soldi a casa, forse?), ma l’uno vale l’altro. In ogni caso è solo l’accessorio fastidioso di una famiglia centrata sulla donna, che da brava moglie sopporta (ma fino a quando?) le sue brontolate e fanfaronate.
Il messaggio pubblicitario in questione è tanto più subdolo in quanto non rappresenta situazioni palesemente irreali da cui lo spettatore non fa fatica a distanziarsi, ma mette in scena una possibile quotidianità familiare. Insinua in chi lo vede, pensiamo ai giovani ma anche agli adulti, il pensiero che qualsiasi maschio/marito/padre non abbia valore come persona specifica, e che la sua presenza sia un male necessario, da “tollerare” con pazienza nonostante i palesi difetti, salvo cambiarlo con altro accessorio simile quando questi ultimi saranno giudicati eccessivi.
Lo spot Telecom non è il primo e non sarà l’ultimo a rappresentare gli uomini come, nella migliore ipotesi, perfetti imbecilli. E’ questo quello che si vuole veicolare? Forse si pensa che solleticare il senso di superiorità femminile faccia vendere di più, ma a che prezzo a lungo andare? Non crediamo faccia bene a nessuno. Sicuramente non all’autostima degli uomini, sicuramente non all’immagine della figura maschile trasmessa ai giovani, ma neanche alle donne stesse, perché convincerle che i maschi sono fanfaroni idioti equivale a condannarle alla solitudine, e ad alimentare la guerra fra i generi alla fine della quale tutti usciremo perdenti e impoveriti.

November 15, 2006

Oggi deliri criminali, ma domani?

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 11:56 pm

di A. Ermini
Ci sono arrivati prima del previsto…
Quelli del Royal College of Obstetricians and Gynecologists inglese ritengono che si “dovrebbe considerare più radicalmente la non-rianimazione, la rinuncia alle cure, i test sul vero interesse da tutelare e l’eutanasia come nuove soluzioni [sic!] nei casi di neonati gravemente malati.” (fonte: Brescia Oggi del 7/11/06).
“Se l’accorciamento della vita [!] e l’intervento deliberato per uccidere i neonati [!!!] fossero possibili si avrebbe un impatto notevole sulle decisioni di ostetricia, e si potrebbero anche prevenire alcuni casi di aborti tardivi [quelli consentiti anche al settimo mese di gravidanza. Ndr] perché i genitori sarebbero più fiduciosi nel correre il rischio di continuare la gravidanza”.
L’eutanasia attiva, secondo il Royal College, potrebbe essere la soluzione alle atroci sofferenze e agli alti costi economici che devono sopportare le famiglie con figli nati in tali condizioni.
Ecco dunque la soluzione finale , o meglio iniziale”, al problema delle spese sanitarie, dell’aborto, e delle sofferenze. Uccidiamoli subito. Ma subito quando, viene da chiedersi. Due giorni, un anno, trenta, che differenza farebbe? Forse un giovane o un adulto gravemente malati valgono più di un neonato nelle stesse condizioni? E perché mai?
Negli stessi giorni un gruppo di scienziati britannici ha chiesto alla Hfea, l’autorità competente nel campo della fecondazione artificiale ed embriologia, di creare embrioni usando materiale genetico umano e bovino, con lo scopo di fare “ricerca sulle cellule staminali volta a curare malattie come il morbo di Parkinson, quello di Alzheimer e l’ictus.” (Fonte: Avvenire del 8/11/06).
Tranquilli però. Dopo che gli scienziati avranno estratto le staminali, l’embrione sarà distrutto entro il 14 giorni dalla sua creazione. Dunque, nessun problema morale ed etico, per quei ricercatori.
Come era facilmente prevedibile, le due notizie hanno generato reazioni molto polemiche. Un parlamentare laburista ha paragonato la proposta del Royal College sull’eutanasia attiva agli esperimenti genetici nazisti, mentre per la Commissione sui diritti dei disabili, “E’ moralmente deprecabile dare alla vita di qualcuno un valore maggiore di quella di un altro”.
Sulla creazione di embrioni chimera si è espressa in toni durissimi Josephine Quintavalle, direttrice del gruppo “Comment on Reproductive Ethics”. “E’ una cosa ripugnante. E’ il tipo di scienza più folle che si possa immaginare”, ha detto.
Tutto bene, sembrerebbe allora. Possiamo classificare queste proposte fra i deliri criminali di pseudo scienziati faustiani e passare ad altro?
Non credo proprio. In primo luogo perché queste proposte non nascono in paesi preda di follia criminale come la Germania nazista, ma in una delle più avanzate democrazie del mondo libero. E se proprio lì simili proposte possono essere discusse senza provocare una rivolta morale nei governi e nell’opinione pubblica, tanto che i media le trattano ormai come normali notizie di cronaca, allora significa che la situazione è già deteriorata gravemente. Cosa accadrà , o forse già accade, nelle tante dittature del mondo, non appena avranno le conoscenze adatte?
In secondo luogo perché quella dei piccoli passi, delle proposte reiterate e tenaci nonostante le iniziali ripulse, è una tecnica precisa e sperimentata per far si che le opinioni pubbliche abbassino la guardia e piano piano accettino la discussione su quei temi come una normale divergenza di opinione, in qualche modo componibile con appropriati compromessi che spostino sempre un po’ in avanti il limite del lecito. Ce lo ha ricordato un grande scienziato come Testart, e ci sono molti esempi in proposito. Ne cito uno. A metà degli anni ’90, un uomo di cultura ed ex ministro della repubblica, Giovanni Berlinguer, si dichiarò nettamente contrario alle tecniche di fecondazione artificiale, con forti argomenti di ordine morale, sociale e antropologico. In sei anni o poco più, tempi brevissimi quindi, la sua metamorfosi, e quella del suo partito, è stata stupefacente, fino a schierarsi in prima linea a favore dei referendum sulla legge 40.

November 3, 2006

Il buon maestro

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:41 pm

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Matteo 11,25

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.
Matteo 18,6

Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.
Matteo 18,14

L’eugenetica di Stato e i cattivi maestri

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:37 pm

A cura di A. Ermini

Il Corriere della Sera del 16 ottobre pubblica un articolo sulle pratiche eugenetiche del regime comunista nordcoreano, dove, secondo un rapporto del 2003 di David Hawk, membro del gruppo US Committee for uman rights in North Corea, è diffuso l’infanticidio etnico di Stato al fine di preservare la purezza della razza. Molte testimonianze parlano di bambini “impuri” uccisi o lasciati morire appena nati, di madri costrette ad abortire con la forza, oppure di neonati disabili eliminati immediatamente e subito seppelliti da solerti medici del regime.

Il satrapo orientale Kim Jong, ha bene appreso, e applicato brutalmente su scala di massa ma senza l’ipocrisia dei maestri, gli insegnamenti “umanitari” di eminenti personalità del mondo scientifico e filosofico nostrano. Non occorre tornare alle origini dell’eugenetica “progressista” o al nazismo ( di cui ci siamo già occupati in www.maschiselvatici.it - Bioetica), per rintracciare il filo rosso che unisce le concezioni dei peggiori regimi dittatoriali con quelle di settori del mondo “liberal” che rappresentano se stessi come strenui fautori dei diritti umani e accaniti nemici di ogni razzismo, come il bioeticista australiano Peter Singer, docente filosofia morale a Princeton e che Time ha consacrato fra i quindici scienziati più importanti al mondo.
Ma Singer non e’ purtoppo solo in questa spaventosa teoria di mettere a morte gli invalidi, con il consenso della famiglia, del medico e l’indifferenza giuridica dello stato e della societa’,

Difficile pensare che la persona difettosa preferirebbe essere uccisa in nome della qualità della vita scritta su un protocollo burocratico, piuttosto che per conservare la purezza della razza. La verita è che il “Caro leader”, fosse solo un po’ più modesto, dovrebbe almeno concedere a questi preziosi maestri la cittadinanza onoraria.

Cattivi maestri (V)

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:31 pm

James Watson
premio Nobel per la Medicina nel 1962

“A causa degli attuali limiti dei metodi di rilevazione, la maggior parte dei difetti non sono scoperti che dopo la nascita. Se un bambino non venisse dichiarato vivo prima del terzo giorno dopo la nascita, i genitori potrebbero scegliere… Il medico dovrebbe consentire al bambino di morire se i genitori scelgono di evitare miseria e sofferenza”.

Francis Crick
premio Nobel per la Medicina nel 1962

“Nessun nuovo nato dovrebbe essere dichiarato umano fino a che non abbia passato certi test sulla sua dote genetica, e se fallisce questi test perde il diritto alla vita.”

Cattivi maestri (IV)

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:29 pm

Tom Beauchamp
docente alla Georgetown University e autore di “Principles of Biomedical Ethics”

“dovremo ripensare la nostra visione tradizionale per cui gli esseri umani sfortunati non possono essere trattati nei modi in cui trattiamo i non umani”.

Cattivi maestri (III)

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:28 pm

Ronald Dworkin
filosofo

nel suo libro “Il dominio della vita”, sostiene che l’uccisione razionale dei piu’ deboli puo’ essere un metodo per migliorare il valore specifico della vita umana.

Cattivi maestri (II)

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:27 pm

Wim Rietdijk
medico e filosofo olandese

“si dovrebbe uccidere il bambino che si scopra avere difetti fisici o mentali prima o dopo la nascita”

Cattivi maestri (I)

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:25 pm

Peter Singer
bioeticista australiano, docente filosofia morale a Princeton

“ci sono molti esseri che sono consapevoli e capaci di piacere e dolore ma che non sono razionali e quindi non sono delle persone. In questa categoria rientrano molti animali non-umani, alcuni infanti e altri deficienti mentali. Dato che gli infanti sono indifesi e moralmente incapaci di commettere un crimine, chi li uccide non ha le scusanti spesso concesse per l’uccisione di un adulto. Niente di tutto cio’ mostra comunque che l’uccisione di un bambino dovrebbe ritenersi grave quanto quella di un adulto”.

E anche, a proposito di emofilici, Down e affetti da spina bifida:

“La vita di un nuovo nato vale di meno della vita di un maiale, cane o scimpanze’. Quando la morte di un bambino disabile e’ perpetrata per la nascita di un altro bambino con migliori possibilita’ di una vita felice, il totale della felicita’ sara’ piu’ grande se il disabile viene ucciso”. ….”Privilegiare la vita di un essere semplicemente perche’ e’ membro di una specie ci metterebbe nella stessa situazione dei razzisti che privilegiano i membri della loro razza. Il mio suggerimento e’ di concedere alla vita del feto un valore non maggiore di quello che concediamo alla vita di un animale non umano che abbia un analogo livello di razionalita’, autocoscienza, consapevolezza, capacita’ sensitiva. Poiche’ nessun feto e’ una persona, nessun feto ha lo stesso diritto alla vita di una persona”.

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