June 26, 2006

Letizia, Milano, Padre

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:32 am

Chi aiuta il padre conosce e ama veramente Milano

di Antonello Vanni

La storia di Milano e quella della figura paterna non sono in fondo così diverse: su entrambe si è scatenata nel tempo una vera apocalisse: fame, guerra, malattia e malvagità umana sono lo scenario manzoniano nella città in cui si plasma la vicenda degli sposi promessi, ma gli stessi cavalieri del male sono i nemici quotidiani di molti padri (più di quanti si creda) che ogni giorno, per loro e per i loro figli, attendono un’elemosina di bene.
Non solo. Milano e la figura paterna hanno altro in comune: il tema della ricerca del padre come segno della propria civiltà. Se a riguardo di questa ricerca molti studiosi hanno verificato la filigrana del romanzo in relazione alla biografia dello scrittore milanese, ascoltiamo direttamente le parole di fra Cristoforo a Renzo, espresse nel paterno desiderio di correggerlo ed iniziarlo alla vita:

«E anche tu, il mio Renzo, anche tu devi metterti, per ora, in salvo dalla rabbia degli altri, e dalla tua. Porta questa lettera al padre Bonaventura da Lodi, nel nostro convento di Porta Orientale in Milano. Egli ti farà da padre, ti guiderà, ti troverà del lavoro, per fin che tu non possa tornare a vivere qui tranquillamente» (Cap. VIII)

Milano dunque, come destinazione di Renzo, per incontrare un padre capace di guidare, incoraggiare, dare speranza. Naturalmente poi Renzo incontrerà altro; ma su quella strada, che avrebbe dovuto condurlo a un padre, crescerà e maturerà.
Ed è su questa strada, a Milano, che oggi nasce una nuova attenzione capace di riconoscere la dignità della figura paterna: apprendiamo con ammirazione e stima che il nuovo Sindaco Letizia Moratti ha inserito, nel suo programma “Milano Bella da Vivere/Per una città vivibile” (p. 15) la promozione e realizzazione concreta di un’edilizia residenziale temporanea, con affitti a condizioni agevolate, per rispondere alla domanda abitativa di chi è in seria difficoltà: ad esempio i padri separati. Il merito di questa proposta è accresciuto dal fatto che si tratta della prima iniziativa pubblica in Italia in questa direzione di solidarietà.
Un’utopia forse. Ma l’utopia, senza la quale il mondo non può che cadere in una dimensione senza respiro e di deserto, è un tesoro che ha connotato la città lombarda anche nel riconoscimento del bene di cui il padre è portatore. Come ci dicono le parole di padre Felice nel lazzaretto della città allora dolente:

«Cominciamo da questo viaggio, da’ primi passi che siam per fare, una vita tutta di carità. Quelli che son tornati nell’antico vigore, diano un braccio fraterno ai fiacchi; giovani, sostenete i vecchi; voi che siete rimasti senza figliuoli, vedete, intorno a voi, quanti figliuoli rimasti senza padre! Siatelo per loro! E questa carità, ricoprendo i vostri peccati, raddolcirà anche i vostri dolori»
(cap. XXXVI)

Iniziano ad allontanarsi le nubi, a cominciare dal cielo di Milano. Non è più il tempo dell’Apocalisse, è il tempo della Provvidenza che non ha mai smesso di accogliere il dolore di intere generazioni di figli senza padre. Allora il Manzoni aveva ragione: “i guai vengono spesso bensì spesso, perché ci si è dato cagione”, ma c’è anche chi li sa riconoscere, ne sa comprendere gli effetti e si assume la responsabilità di renderli “utili per una vita migliore”.

Questa conclusione… c’è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia.

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