La libertà di coscienza dei politici cattolici
di Cesare Brivio
Nei cattolici impegnati in politica, spesso al vertice di responsabilità ministeriali, si manifesta una concezione del rispetto della libertà di coscienza così concepita: come cattolico sono contro l’aborto, (un esempio fra i tanti), ma come ministro della sanità mi va benissimo e sono responsabile di una struttura che ogni anno effettua duecentomila aborti.
Radicale scissione tra ciò in cui una persona dichiara pubblicamente di credere e responsabilità private e pubbliche assunte, totalmente opposte al proprio credo. O no? Nemmeno per sogno, è la replica. Il cattolico in politica non può non mediare tra i suoi convincimenti e le esigenze sentite pubblicamente: la politica non è azione caritativa? oppure, più nobilmente, si dice: il cattolico in coscienza rispetta la libertà di coscienza altrui.
Una domanda: ma le esigenze sentite pubblicamente in quanto tali sono un bene superiore a ciò che in coscienza per fede si ritiene opposto al bene e alla giustizia? e testimoniare il bene e il giusto a qualunque costo non è la prima forma di carità? o invece lo è consentire pietosamente al male purchè sia condiviso dalla maggioranza? e la libertà di coscienza si testimonia tenendo fede alla propria coscienza o violentando e negando la libertà della propria coscienza e, con una drammatica controtestimonianaza, anche quella dei fratelli nella fede, in nome della libertà di coscienza altrui? quello in cui si crede, vale o non vale, a seconda delle circostanze?
Insomma, invece di fare il ministro cattolico della sanità dei duecentomila aborti annui, (a compiere questa strage degli innocenti ci può andare chiunque), non è forse meglio testimoniare il principio della libertà di coscienza, testimoniando con coraggio e coerenza ciò in cui crede la propria di coscienza, e impegnarsi per esempio nel Movimento per la Vita senza nulla togliere alla volontà e libertà altrui di considerare medicamento salutare eliminare una vita? Oppure il principio della libertà della coscienza, proprio in nome della libertà di coscienza è diventato il principio della libertà dalla coscienza? forse è così: dopotutto non casca il Mondo se si cambia una “e” in una “a”.
O no?
















