May 25, 2006

Tracce selvatiche

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 12:56 pm

Charlie Cinelli & The Cats - “Ö
recensione di Eugenio Pelizzari

La copertina dell'ultimo discoDopo un lungo periodo di ricerca sulle radici della cultura e del dialetto bresciani, Charlie Cinelli (www.charliecinelli.com) torna con un nuovo disco, dal titolo impossibile e che riproduce una comune esclamazione dialettale di sorpresa: Ö!.
E il disco, in effetti, sorprende; non solo per il ritorno dell’artista bresciano alla lingua italiana, ma anche e soprattutto per i contenuti dei testi che – caratterizzati da un costante disincanto, inusuale nella sua produzione – toccano diversi temi cari ai Selvatici. In “Non c’è pace qui” troviamo, ad esempio, una critica amara alla grande madre/società dei consumi (“Ora un seno gigante si abbatte su di me… Ho capito, mi devo arrendere all’idea di buono, cattivo, vicino, distante, giusto e no…). Lo stesso disincanto è possibile cogliere in “Mai”, tratta da una poesia di Cohen (“Mai, il sole del mondo più giusto non sorgerà mai; pace amore son solo illusioni che hai…). La delusione e la rabbia verso una società che inibisce sogni, fantasia e desideri è rintracciabile anche in “Mi porti via”, dove la banalità e la stupidità quotidiane intervengono a spezzare ogni impulso di vitalità e di gioia, sia pur solo immaginata. Non manca la critica ad un maschile che ha tradito se stesso, abdicando al “rito” domenicale drogato dello sport “fruito” in poltrona (“Sportivo”) ed alle false soddisfazioni consumistiche garantite da una posizione passiva e senza slancio (“L’uomo più felice è”), il proprio ruolo ed il proprio destino. Anche l’istrionico ‘grido di ribellione’ (“Supererò i Supereroi”) altro non fa che svelare un disincanto verso questa società che pretende adattamento e rinuncia, mentre “ci vuole moderazione in tutte le cose, anche nella moderazione”. (more…)

La libertà di coscienza dei politici cattolici

Filed under: Bioetica - Administrator @ 7:42 am

di Cesare Brivio

Rosy Bindi, ministro della salute Nei cattolici impegnati in politica, spesso al vertice di responsabilità ministeriali, si manifesta una concezione del rispetto della libertà di coscienza così concepita: come cattolico sono contro l’aborto, (un esempio fra i tanti), ma come ministro della sanità mi va benissimo e sono responsabile di una struttura che ogni anno effettua duecentomila aborti.
Radicale scissione tra ciò in cui una persona dichiara pubblicamente di credere e responsabilità private e pubbliche assunte, totalmente opposte al proprio credo. O no? Nemmeno per sogno, è la replica. Il cattolico in politica non può non mediare tra i suoi convincimenti e le esigenze sentite pubblicamente: la politica non è azione caritativa? oppure, più nobilmente, si dice: il cattolico in coscienza rispetta la libertà di coscienza altrui.

Una domanda: ma le esigenze sentite pubblicamente in quanto tali sono un bene superiore a ciò che in coscienza per fede si ritiene opposto al bene e alla giustizia? e testimoniare il bene e il giusto a qualunque costo non è la prima forma di carità? o invece lo è consentire pietosamente al male purchè sia condiviso dalla maggioranza? e la libertà di coscienza si testimonia tenendo fede alla propria coscienza o violentando e negando la libertà della propria coscienza e, con una drammatica controtestimonianaza, anche quella dei fratelli nella fede, in nome della libertà di coscienza altrui? quello in cui si crede, vale o non vale, a seconda delle circostanze?
Insomma, invece di fare il ministro cattolico della sanità dei duecentomila aborti annui, (a compiere questa strage degli innocenti ci può andare chiunque), non è forse meglio testimoniare il principio della libertà di coscienza, testimoniando con coraggio e coerenza ciò in cui crede la propria di coscienza, e impegnarsi per esempio nel Movimento per la Vita senza nulla togliere alla volontà e libertà altrui di considerare medicamento salutare eliminare una vita? Oppure il principio della libertà della coscienza, proprio in nome della libertà di coscienza è diventato il principio della libertà dalla coscienza? forse è così: dopotutto non casca il Mondo se si cambia una “e” in una “a”.
O no?

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