Amare per conoscere, conoscere per amare (G.B. Vico)
di Cesare Brivio
Ci sono tempi in cui si è posti di fronte a decisioni che non consentono mediazioni: “non si può essere un po’ incinte“, diceva un vecchio adagio.
Si può essere un po’ abortisti, un po’ eutanasici a sfasciare la sacralità della vita e della morte? un po’ eterologi a eliminare ogni radice della persona fin dal suo nascere? un po’ eugenetici a liquidare ogni dignità umana? un po’ transgender a eliminare e criminalizzare di fatto la diversità sessuale? un po’ “maternostastalisti” con l’affidamento forzato al burogenitore di tipo A e di tipo B, a sfasciare la famiglia e le strutture psichiche a fondamento dell’esperienza umana? un po’ quotisti a negare il concetto di persona nella comunità umana?, un po’ femministi a far saltare l’habeas corpus? un po’ cristiani e credere un po’ in Dio Padre ma anche un po’ in Dio Madre come vuole il ministro delle pari opportunità, a relativizzare le parole di Cristo? ecc.ecc.
Oggi il termine un po’, dubito che possa ancora significare mediazione con il reale. Perché si sono aperte le porte dell’Inferno. E le porte dell’Inferno non si possono aprire un po’. E a mio avviso caratteristica propria dell’Inferno è l’ odio del reale e l’odio di sè: aborto, eutanasia, fecondazione eterologa, eugenetica, ecc., ecc. (more…)
Dopo la scuola, in terza media, andavamo a giocare in periferia o nei campi. Alcuni dei miei compagni erano già diventati uomini, erano più alti, avevano i peli sul pube, il pene era già quello di un adulto, la voce anche. Mentre noi rimasti “indietro”ci accontentavamo di fantasie erotiche confuse e sconclusionate, loro avevano già preso i connotati, nei minimi particolari, delle pudenda delle insegnanti più carine, raccogliendo da terra con “slumata” matite e biro che cadevano proprio quando quelle passavano tra i banchi. Un giorno mi invitarono sul viale degli ippocastani, che noi chiamavamo delle “castagne amare”, come ricompensa per avergli passato il compito in classe di matematica. Si arrampicarono sugli alberi, ciascuno sul suo, e, arrivati al buco giusto, si tirarono giù le braghe corte (le mutande si usavano nei giorni di festa) e si misero a “scopare” gli ippocastani.
All’inizio della pubertà mi accadde un fatto.
Dopo un lungo periodo di ricerca sulle radici della cultura e del dialetto bresciani, Charlie Cinelli (
Nei cattolici impegnati in politica, spesso al vertice di responsabilità ministeriali, si manifesta una concezione del rispetto della libertà di coscienza così concepita: come cattolico sono contro l’aborto, (un esempio fra i tanti), ma come ministro della sanità mi va benissimo e sono responsabile di una struttura che ogni anno effettua duecentomila aborti.
Mio padre non mi ha mai raccontato una fiaba.















