April 17, 2006

Il Caimano

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 7:01 am

Recensione di Armando Ermini

IL CAIMANO
di Nanni Moretti, con Silvio Orlando e Margherita Buy
Italia 2006

I film che parlano di “politica” suscitano sempre discussione e opinioni opposte. Il Caimano non fa eccezione e vista la biografia politica dell’autore è quasi ovvio ci sia un concentrato di tutti gli argomenti che sono stati usati contro il “caimano” Berlusconi.
Mi sembra però che sia la parte più scontata e meno significativa del film. Moretti ci parla soprattutto di un’Italia in via di trasformazione, che cambia (o perde) identità, e del disorientamento che ne deriva. Il cambiamento e la figura del Caimano sono certamente in relazione, ma non in rapporto di causa/effetto come vorrebbe la lettura politicamente corretta del film. Il Caimano non è solo il motore del cambiamento ma anche un suo prodotto. E’ in questione, cioè, la modernità in quanto tale più che un personaggio.
Le vicende politiche si intrecciano con quelle personali, ma i fenomeni che coinvolgono i personaggi e ne sanciscono la crisi, non sono prettamente italiani. Sono comuni a tutto l’Occidente, e quindi molto al di là della persona Berlusconi.
Si tratta della crisi e della dissoluzione della famiglia, dell’emergere di nuove forme di unione e di una genitorialità sganciata dal concetto naturale di padre e madre.
E’ sempre Silvio Orlando (lo stesso Moretti?), al centro delle scene.
Dapprima quando chiede angosciato alla moglie (Margherita Buy) ed a se stesso, il perché si stanno separando. Non c’è un motivo preciso, non si odiano anzi sembrano ancora affezionati, vogliono bene ai figli, sono consapevoli che stanno soffrendo causa loro, eppure si separano lo stesso, su iniziativa di lei.
Successivamente quando ammette molto candidamente, ma anche con efficacia comunicativa, che non riuscirà mai a capacitarsi del fatto che una coppia lesbica si faccia inseminare per avere una figlia.
Ossia: il protagonista manifesta tutto il suo disagio di fronte a fenomeni non solo difficilmente attribuibili al Caimano, ma che proprio la parte politica a cui Moretti si riferisce accetta come portato naturale della modernità e della secolarizzazione, quando non incentiva in nome dei diritti civili e della libertà individuale.
Ora, o è la figura di Silvio Orlando ad essere patetica in quanto non al passo coi tempi, ma allora viene rivalutato anche il Caimano, oppure c’è una critica implicita, anche forte, alle posizioni assunte dalla sinistra su questi temi. Se ne accorge il critico cinematografico del quotidiano Liberazione, che infatti è perplesso in quanto sembra a lui che Moretti adombri implicitamente una rilegittimazione della Chiesa come punto di riferimento in tema di famiglia e genitorialità.
Ed ha ragione. Non vi sono dubbi, infatti, che coloro che vedono i guasti prodotti dalla dissoluzione concettuale e pratica dell’istituto familiare, siano laici o cattolici, credenti o non credenti, dovranno inevitabilmente fare i conti con chi quei guasti li ha visti e denunciati prima di tutti.

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