January 23, 2012

Armeni & Bravo, postfemministe concordi sulla Concordia (nel non capire)

Filed under: Uomini e giornali - Administrator @ 1:47 pm

C’era da aspettarselo. Il post femminismo ha colto al volo lo splendido assist fornitogli dal comandante Schettino per attaccare ancora una volta, e ti pareva, la visione maschile del mondo. In due lettere a Il Foglio del 21 gennaio, Ritanna Armeni se la prende in generale col concetto di eroe così spesso evocato in questi giorni (anche a sproposito), mentre Anna Bravo prende di mira le parole spicce e senza equivoci del capitano De Falco che ordina a Schettino di risalire sulla nave. Scrive la prima che “Forse, non distratti dalla condanna esaltata e sovrabbondante del vigliacco si sarebbe indagato un po’ di più su altre e altrettanto pesanti responsabilità. Forse non obnubilati dalla ricerca dell’eroe sostitutivo si sarebbero individuati meglio i tanti rischi sopportati o non visti dalle capitanerie e dalle compagnie in prassi non così episodiche. ….Invece no. Si è preferita la tragedia con gli antichi protagonisti…..” e conclude con la previsione che alla fine la vera colpevole potrebbe essere individuata nell’accompagnatrice moldava del comandante. “Che una femmina ammaliatrice abbia distratto l’eroe? ..Che infine la vera colpevole sia lei?” (more…)

January 21, 2012

Concordia

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 8:44 pm

di Armando Ermini

Nessuno, se non messo alla prova concreta, sa con certezza come si comporterebbe in circostanze simili a quella del naufragio della Concordia. In tutti noi può albergare un comandante Schettino che si mette in salvo prima dei passeggeri affidati alla sua responsabilità. Tutti noi, messi alla prova, potremmo scoprirci tremuli codardi. E’ umano. Ma la domanda è se io, comportandomi da codardo (come può accadere), darei poi a me stesso delle pietose giustificazioni più o meno autoassalutorie o non mi direi, guardandomi allo specchio, “Armando sei un codardo”. Non so dire se sarei rimasto sulla nave, ma so che se non ci fossi riuscito mi sarei detto, dopo, “Armando sei un codardo”, e avrei dato mestamente ragione a chi me lo avesse rinfacciato. Schettino non è da linciare perchè ha fatto sbattere la nave sugli scogli. Quello è un errore grave ma un errore, fra l’altro nell’ambito di una prassi che sembra fosse usuale. Fra l’altro un errore, quello di non seguire le regole al 100%, molto maschile, perchè trasgredire, andare oltre, rischiare, è maschile. Schettino è da condannare moralmente (giudiziariamente non ci riguarda), e con lui i suoi ufficiali compresa una donna, perchè ha abbandonato la sua nave con ancora passegggeri a bordo. Inammissibile, anche se concretamente non sarebbe cambiato molto. Ma il gesto simbolico vale almeno altrettanto quanto le cose concrete. E un capo, comandante di una nave, di un aereo, di un plotome militare, di un reparto dei VVFF non scappa. Altrimenti non fa il comandante. Non gli è stato imposto. Fa, con tutto il rispetto, il cuoco o l’inserviente, molti dei quali peraltro si sono comportati con grande onore anche se non erano obbligati da nessun codice etico specifico, se non quello di essere e sentirsi uomini/maschi a tutto tondo. Carisma e rispetto ci si guadagnano sul campo, non ci vengono dal grado che si ha. E chi lo ha nominato comandante ha pesanti responsabilità perchè non ha saputo valutare l’uomo o ha ritenuto che certe qualità non fossero così indispensabili. E questo è un tremendo e maledetto segni dei tempi che viviamo, in cui le virtù maschili (Vir=uomo maschio) come l’onore, sono sottovalutate e stanno scomparendo. Fra l’altro non mi sembra che fosse una situazione disperata. A pochi metri da terra con la nave che era adagiata ma non affondata del tutto, non ci voleva un supremo eroismo per attendere che le operazioni di salvataggio dei passeggeri fossero concluse.
Quanto alle reazioni di massa, al netto degli ipocriti che si lamentano che sia scomparso proprio ciò che loro hanno voluto e fatto di tutto perchè scomparisse (dicasi le fucilate, le lapidazioni quotidiane di tutto ciò che rappresenta la virilità), possono essere lette in più modi. Personalmente ci vedo rabbia e disillusione. In questo mondo fatto di soli calcoli, di solo bla bla sui diritti e nessun accento sui doveri, di sole cose materiali, oggetti denaro successo potere, al fondo dell’anima delle persone (maschi e femmine), esiste sempre, nonostante tutto, la speranza che le virtù antiche sopravvivano, almeno in qualcuno. E nell’immaginario collettivo questo qualcuno è l’uomo deputato al comando. Comando vero intendo, non quello dei piccoli o grandi ma comunque meschini intrighi di potere, ma quello dal quale dipendono immediatamente le vite di cui si è responsabili . Da quì la disillusione e la rabbia quando la speranza viene frustrata da chi, invece, poteva darle corpo con l’esempio, e dandole corpo offrire un motivo di consolazione e di speranza a tutti, speranza per le cose del mondo ma anche speranza di poter arrivare, forse, a comportarsi con analogo coraggio. In fin dei conti linciare Schettino vuol dire linciare lo Schettino che è in noi, condannare la meschinità nostra e quella di un mondo che ha creduto di sostituire gli eroi con le regole e le procedure burocratiche. E’ il grido della disillusione. “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” è la frase maledetta di Brecht che condensa meglio di ogni discorso l’essenza della modernità femminizzata. Ma senza eroi muoiono il mondo e le speranze di tutti, perché è la vita stessa che richiede uomini che sappiano dare l’esempio agli altri, e in cui potersi identificare. Schettino ha contribuito a togliercela, quella speranza. Avrebbe potuto fare l’opposto, non l’ha fatto. Che se la veda con se stesso. Non gli sputerei certamente addosso, ma lo guarderei con tristezza e gli chiederei : “Perchè?”

January 8, 2012

Suicidi da disoccupazione

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:11 pm

di Armando Ermini
Ora ci sono anche i dati concreti a confermare ciò che qualsiasi persona dotata di buon senso, intelligenza media e onestà intellettuale, sapeva già da sempre. Una ricerca dell’istituto Rures, riportata dall’Ansa il 4 gennaio, dimostra che sono in aumento i suicidi dovuti alla perdita del lavoro, e che questo aumento colpisce molto più i maschi che le femmine. Riportiamo questo passo molto significativo del comunicato Ansa:
(more…)

December 30, 2011

Migliori, cioè più uguali degli altri

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 6:33 pm

Che sarebbe successo se l’ex Ministro degli Interni Maroni, a ridosso della assunzione della carica di Ministro degli Interni, avesse detto pubblicamente quanto segue: “Io abolirei ogni festa celebrativa di glorie maschili, il maschio non deve sentirsi razza a parte, perchè noi maschi siamo molto meglio delle donne”. Quanti minuti si sarebbe dovuto aspettare prima che sul Ministro, giustamente, si abbattesse la bufera delle critiche da ogni parte politica? In merito c’è un piccolo particolare ( da “Il Foglio” di sabato 24 dicembre, articolo di Stefano di Michele, titolo: “Le extraparlamentari”): “(..) la Cancellieri (quando è arrivata al Ministero degli Interni , ndr) si è fatta precedere da un sonoro: “Io l’8 marzo lo abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte, perchè siamo molto meglio degli uomini””. Un Ministro della Repubblica, con l’incarico delicatissimo del Ministero degli Interni, ha dunque queste convinzioni e le rende ufficialmente di pubblico dominio. L’avessero eletta i cittadini, avendo la Cancellieri, come candidata, fatto pubblicamente conoscere il suo pensiero sulla superiorità del genere femminile su quello maschile, avremmo senz’altro avuto consapevolezza chiara che si trattava di una esponente di un partito con pre-giudizi sessisti, dopodichè, ammesso che, con queste convinzioni, riuscisse a passare il vaglio alla luce dei principi della Costituzione, se eletta, poteva andare ad occupare le cariche di governo che volevano attribuirle. Ma chi l’ha eletta questa signora che dichiara questi pre-giudizi sessisti e che, pertanto si presume, ispiri ad essi anche il proprio agire ? chi conosceva le sue opinioni così discutibili e dalle possibili gravi conseguenze? ma come è possibile che al Ministero degli Interni ci vada chi esprime pre-giudizi di genere e, pertanto implicitamente legittima l’ipotesi di avere un pensiero discriminatorio, riguardo il valore dei cittadini? Come possiamo non avere il dubbio, assai grave, che le sue parole non determinino in qualche modo diretto o indiretto, un orientamento del suo Ministero a un trattamento disuguale dei cittadini italiani in base al sesso? ipotesi e preoccupazione tanto più fondata anche a seguito dei recenti e numerosi episodi di cronaca che hanno evidenziato quale gravissimo problema ci sia per atteggiamenti sessisti antimaschili emersi nei “trattamenti speciali” contro cittadini maschi controllati o detenuti in stato di fermo; trattamenti che troppo frequentemente finiscono con la morte del cittadino e di cui spesso si pretende di dare ragione con spiegazioni assai prossime a inaccettabili pre-giudizi appunto sessisti. In questa allarmante situazione di cittadini maschi fermati e finiti morti con frequenza che ricorda i caduti da azioni di guerra, un Ministro degli Interni sostiene, affermando la superiorità del genere femminile, indirettamente l’inferiorità dei maschi ? questa adesione di un Ministro degli Interni a tesi femministe incentiva o combatte quella pericolosa pseudo cultura che alimenta il pregiudizio per cui i maschi sono per natura violenti e pertanto, conclusione implicita, possono essere carne da pestaggi, magari mortali, a differenza delle donne che meritano rispetto, incolumità e altra considerazione una volta arrestate? E’ rilevante o no che queste dichiarazioni siano state pronunciate e rese pubbliche da chi, da Ministro degli Interni, ha anche il compito di orientare, secondo il principio costituzionale di pari valore e dignità e uguaglianza dei cittadini, l’azione e il giudizio di centinaia di migliaia di agenti che ogni giorno hanno a che fare con cittadini maschi e femmine di cui hanno nelle mani la libertà, la salute e la vita? Cesare

December 26, 2011

Auguri (2011)

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 6:28 pm

Buon Natale Fratelli selvatici e buon 2012.

Riproponiamo il riferimento a San Benedetto e ai benedettini per i tempi attuali che fa Alasdair MacIntyre come conclusione della sua riflessione filosofica nel suo libro “Dopo la virtù”, Saggio di morale, pag. 313, Ediz. Feltrinelli, 1993.

Ecco il testo di MacIntyre:

“E’ sempre rischioso tracciare paralleli troppo precisi fra un periodo storico e un altro, e fra i più fuorvianti di tali paralleli vi sono quelli che sono stati tracciati fra la nostra epoca in Europa e nel Nordamerica e l’epoca in cui l’impero romano declina verso i secoli oscuri. Tuttavia certi parallelismi esistono. Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale poteva essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e di oscurità. Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta , dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di comunità locali al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. E se la tradizione della virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell’ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Questa volta però i barbari non aspettano di là dalle frontiere: ci hanno già governato da parecchio tempo. Ed è la nostra inconsapevolezza di questo fatto a costituire parte delle nostre difficoltà. Stiamo aspettando: non Godot, ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso.”

December 21, 2011

Violenza: gli effetti, perversi ma prevedibili (e voluti?) dell’approccio ideologico sessista.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:39 pm

di Armando Ermini
Su questo blog ci siamo occupati più volte del tema,
criticando in modo rigorosamente scientifico l’approccio sessista alla questione e le metodologie di ricerca statistica che, producendo effetti distorsivi del fenomeno, ne falsano la percezione presso l’opinione pubblica. Su questa strada la Spagna zapaterista è il paese, diciamo così, più all’avanguardia, tanto da aver votato leggi che già all’origine definiscono la violenza come fenomeno di genere (maschile), senza nemmeno la foglia di fico di una forma astrattamente asettica e asessuata. Nel corso degli anni le leggi spagnole si sono fatte via via più stringenti e discriminatorie, fino a quel vero obbrobrio costituzionale e razzista di prevedere pene maggiorate per un identico reato quando a commetterlo è stato un maschio.
Dopo alcuni anni si iniziano a verificare gli effetti di questo approccio, anche se si sta facendo di tutto per nasconderli.
Dal sito www.centriantiviolenza, (leggi quì) apprendiamo che esiste una informativa ufficiale del 2007, firmata dalla dott.ssa Tatiana Torrejón Cuéllar, membro dell’organismo consultivo Consejo Económico y Social (CES) de la Comunidad de Madrid, dal titolo “Tratamiento de la violencia de género en España y en la Comunidad de Madrid”. In quell’informativa, censurata e mai resa pubblica per le pressioni dei gruppi femministi, si tirano le prime somme dell’applicazione delle leggi sulla violenza domestica. In essa, scaricabile interamente collegandosi al sito citato che perciò invitiamo a visitare, possiamo leggere frasi come le seguenti: (more…)

December 17, 2011

Maschi oppressori

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile, Uomini e giornali - Administrator @ 8:29 pm

Una sequenza impressionante di foto sul distrastro provocato dalla tempesta sulle Filippine

Filippine tempesta

che accompagna quest’altra di Beslan , di cui non ci si dovrebbe dimenticare…
come anche dei vigili del fuoco dell’11 settembre.

Maschi Selvatici

December 12, 2011

Ma è davvero umana la dolce morte?

Filed under: Uncategorized, Fondamenta - Administrator @ 10:16 pm

Di Armando Ermini

La decisione di Lucio Magri, uno dei fondatori de Il Manifesto, di darsi la morte nella clinica Svizzera “Dignitas” mediante il così detto “suicidio assistito” ha fatto discutere. Ma cos’è il suicidio assistito? Pratica ammessa in Europa, oltre che in Svizzera, anche in Belgio, Olanda e Lussemburgo, consiste nel permettere a chi ne faccia richiesta, purchè almeno in teoria gravemente ammalato fisicamente o psichicamente, di suicidarsi “dolcemente” mediante un cocktail di farmaci indolori sotto l’assistenza di un’ équipe di medici e psicologici. Non una vera e propria eutanasia (more…)

December 8, 2011

VIOLENZA SULLE DONNE: DIFESA FINTA, DIFESA VERA

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 5:10 pm

Di Daniele Sollazzi

Viviamo in un’epoca in cui si fa un gran parlare di violenza alle donne, e si ha l’illusione di avere due schieramenti: da un lato una folla di illuminati che vivono di pubblicità progresso e di grandi discorsi sulla condizione della donna, e dall’altra un maschile sempre più minaccioso e pericoloso.
Le cose non stanno così.
Vi spiego per quale motivo io sono (more…)

December 5, 2011

LA SALUTE MASCHILE E L’OSSESSIONE MODERNA PER LE NORME IGIENICHE

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 6:50 pm

Di Luigi Farinelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa testimonianza diretta, sperando di raccoglierne altre e di suscitare una discussione fra i lettori su questo importante argomento. Importante perché di salute maschile se ne parla poco, ma anche perché il problema della salute e delle norme igieniche va inquadrato in un contesto sociale più generale, che tende, per far vendere ogni tipo di prodotto, ad avvolgere ogni individuo in una rete di protocolli, regole, suggerimenti provenienti dall’esterno, dai così detti esperti, che alla fine finiscono per indebolirlo nel fisico e nella psiche. Non è un caso che nei nostri ospedali i pazienti contraggano, nonostante quelle norme di cui dicevamo, un gran numero di malattie infettive. Insomma sembra che ormai viviamo, come sosteneva Ivan Illich, in una società medicalizzata in cui ogni individuo deve essere considerato malato o potenzialmente tale. Ciò non significa affatto rifiutare le tecniche chirurgiche moderne o i farmaci davvero necessari che sono in grado di salvare un gran numero di vite, ma “solo” rifiutarsi di aderire a regole e consigli cervellotici. Come quello di una nota casa farmaceutica che pubblicizza un prodotto disinfettante da usare anche sull’autobus, oppure certi detersivi che farebbero strage dei terribili batteri che si annidano in ogni cm quadrato di pavimento, parete e quant’altro.
Questa vera e propria ossessione per l’igiene ci dice anche un’altra cosa della nostra società, che va oltre lo stretto tema dell’igiene. Ci dice del terrore per tutto ciò che è naturale e quindi implicitamente pericoloso, dagli oggetti ai corpi. Le premure ossessive per le norme igieniche, nonché indebolire i corpi, sono diventate occasione per un ottimo business, ed era già stato messo alla berlina dall’ormai dimenticato scrittore satirico Wodehouse già nel 1914. (leggi quì) E questo dovrebbe far riflettere.
I Maschi selvatici

Si, ora che ho appena compiuto 65 anni e sono divenuto “ufficialmente” vecchio (more…)

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design