Di Armando Ermini
Dopo decenni di silenzio, finalmente inizia ad emergere una verità indicibile che solo l’ipocrisia e la pavidità dei media dominati dall’ideologia “politically correct” imposta da un certo femminismo, avevano sotterrato sotto una spessa cappa di silenzio.
La prima notizia è che anche a Roma, dopo Bolzano e la Liguria, verrà aperta una Casa per padri separati. E’ il riconoscimento di una situazione divenuta insostemibile per tanti padri colpevoli solo di non essere più “accettati” dalla moglie, e solo per questo buttati fuori di casa, impediti di avere coi figli rapporti di normale frequentazione, obbligati a pagare assegni di mantenimento insostenibili che li gettano in uno stato di estrema indigenza e povertà. Notizia bellissima di cui va reso merito a tutte le associazioni di padri separati che si sono battute per questo sacrosanto obbiettivo. L’auspicio è che iniziative come questa si estendano in tutta l’Italia. Ora occorre prendere spunto da questo evento affinchè l’opinione pubblica prenda consapevolezza che nella maggioranza delle separazioni la vera parte debole, oltre naturalmente i figli, sono i padri. Ed occorre anche che si apra una seria riflessione sulle cause che hanno portato a questa situazione. Il pregiudizio antimaschile e antipaterno, l’ideologia punitiva contro gli uomini, non sono più tollerabili. Guai se così non fosse. Quelle case per padri separati diverrebbero un alibi consolatorio per non vedere una verità più ampia e complessiva, ghetti in cui ammassare i nuovi “giudei” affinchè non disturbino il normale andamento della società.
La seconda notizia è che, sempre a Roma, è stato aperto un centro d’ascolto per uomini maltratti a cura del Centro di pedagogia clinica di Roma. http://www.plurale.net/?p=83
La terza notizia è che anche Famiglia Cristiana, con cui abbiamo alle volte polemizzato, ne da notizia con un pregevole articolo di Franca Zambonini, con il quale siamo quasi completamente d’accordo, http://www.sanpaolo.org/fc/0944fc/0944f182.htm. Nel pezzo, finalmente, si ammette che esiste anche una violenza femminile, fatta per lo più non di pugni o calci, ma di disprezzo, umiliazione, svalutazione e ricatti verso l’uomo, come diciamo da tempo in controtendenza alle false statistiche ripetute come un mantra dai media di tutte le tendenze, e come sostiene anche la dott.sa Rosanna Alfredi, presidente del Centro romano che ha dato vita all’iniziativa.
La verità su una condizione maschile che si è sempre supposto essere di privilegio e di oppressione verso le donne inizia a farsi strada, dunque. Riconoscendo il giusto merito alla giornalista di F.C. ed alla direttrice del Centro di pedagogia clinica di Roma, donne intellettualmente oneste e controcorrente, non possiamo però non sottolineare l’assenza di voci maschili. Accade spesso quando si discute di questi argomenti. Gli unici uomini che parlano lo fanno per condannare i maschi e il maschilismo, e quando, molto raramente, si contestano le cervellotiche cifre sui milioni e milioni di donne violentate, vengono censurati. E’ accaduto il 6 novembre a Vittorio Sgarbi durante la trasmissione “Pomeriggio sul 5”, condotto da Barbara D’Urso.
Dobbiamo constatare che esiste nella stragrande maggioranza dei maschi un interdetto psichico, una enorme difficoltà a riconoscere una realtà tanto amara da far voltare la testa da un’altra parte, da indurli ad occuparsi d’altro. Di politica, di economia, di sport, di tutto ma non di se stessi come maschi e padri. Finchè questo muro di autocensura non verrà rotto, sarà difficile modificare in profondità lo stato delle cose.
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